13 Maggio 2026
Europa

Merz minimizza lo scontro con Trump su truppe e dazi: “Non cambierò il mio stile”

Friedrich Merz prova a distendere i toni, ma non rinnega nulla. Il cancelliere tedesco, intervenuto domenica sulla rete pubblica ARD, ha cercato di ridimensionare la frattura apertasi con Donald Trump dopo le sue critiche all’intervento militare americano in Iran, uno scontro che ha portato il presidente statunitense a insultarlo sui social media, a minacciare il ritiro delle truppe americane dalla Germania e, nei giorni successivi, a evocare nuovi dazi sull’export europeo, automobili in testa.

“Credo che una buona partnership includa il rispetto di opinioni divergenti”, ha dichiarato Merz. “Io lo faccio, e penso che anche lui lo faccia. Ma, al momento, forse un po’ meno”.

Il cancelliere ha ammesso di essersi interrogato su come avrebbe potuto gestire meglio la situazione, ma ha escluso categoricamente di voler cambiare registro. “Quando vedo certe reazioni, mi chiedo cosa avrei potuto dire meglio”, ha riconosciuto.

Una postura che Merz ha difeso come scelta consapevole, rivendicando la franchezza come valore politico: “Non rinuncerò al rapporto transatlantico, e non rinuncerò alla cooperazione con Donald Trump”.

Il nodo delle truppe e dei missili.

Sul fronte militare, Merz ha tentato di inquadrare la minaccia di ritiro delle truppe americane come parte di una pianificazione strategica di lungo corso, piuttosto che come reazione emotiva allo scontro diplomatico. “C’è un contingente di soldati americani in Europa che Biden aveva stazionato qui su base temporanea. Il loro ritiro è in discussione da tempo”, ha spiegato, sottolineando come Washington riposizioni abitualmente le proprie forze a livello globale.

Ben più preoccupante, tuttavia, è la questione dei missili Tomahawk a lungo raggio: Washington si era impegnata nel 2024, sotto l’amministrazione Biden, a fornirli alla Germania, ma le consegne non sono mai avvenute e Trump non ha rinnovato quella promessa. “Biden si era impegnato a consegnare i missili Tomahawk. Trump non lo ha fatto. Non ci ha dato finora quella garanzia”, ha ammesso Merz, pur tentando di stemperare la portata politica della questione: “Per come vedo le cose al momento, ci sono oggettivamente pochissime possibilità, dal lato americano, di fornire tali sistemi missilistici”.

Dazi e commercio. Merz si piega: “L’UE deve accelerare”.

Sul fronte commerciale, il cancelliere ha adottato un tono insolitamente autocritico nei confronti di Bruxelles. Ricordando l’accordo raggiunto lo scorso luglio al golf resort di Turnberry tra Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Merz ha riconosciuto che l’Unione europea non ha ancora tradotto quell’intesa in un testo definitivo: “Per essere franchi, ha in parte ragione ad essere deluso dal fatto che noi in Europa non siamo ancora arrivati a una conclusione”, ha detto.

Da qui il suo appello a Bruxelles ad accelerare: “Spero che possiamo raggiungere un accordo il prima possibile”, pur ribadendo che la Germania non condivide “la visione di fondo che i dazi siano una cosa buona”.

foto https://www.president.gov.ua/