Il monito della Corte dei Conti su cda, enti e agenzie nell’Isola. Giuseppe Fasolino: “Costo dei cda identico a quello dell’amministratore unico”.

La Corte dei Conti, durante il giudizio di parifica del rendiconto della Regione per l’esercizio 2020, ha espresso perplessità sul possibile ritorno dei Consigli di amministrazione in enti, agenzie, istituti e aziende regionali e di altri enti pubblici che operano nell’ambito della Regione.

Una rentrée, secondo il procuratore regionale della Corte, Bruno Tridico, che “comporterà necessariamente una moltiplicazione dei costi che nei precedenti esercizi avevano subito una significativa riduzione con l’introduzione della figura dell’amministratore unico”.

Dalla Giunta regionale, sul tema, è intervenuto l’assessore alla Programmazione, Giuseppe Fasolino: “La questione si potrà risolvere facilmente – spiega alla ‘Dire’- specificando in norma che il costo dei cda sarà identico a quello dell’amministratore unico”.

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“La Corte – ha dichiarato nel corso del pomeriggio il Governatore Solinas – pur evidenziando alcune criticità ancora presenti, ha riconosciuto il valore delle scelte operate dalla Regione, in un anno profondamente segnato dagli effetti della pandemia che ha dettato la necessità di azioni emergenziali in grado di fronteggiare l’impatto socioeconomico, oltre che sanitario, dell’emergenza pandemica. La requisitoria – prosegue – ha evidenziato un netto miglioramento della situazione di disavanzo, che rispetto all’esercizio 2019 segna una riduzione del saldo negativo di 333 milioni di euro”.

Un riconoscimento importante registrato anche nel merito della vertenza entrate condotta con lo Stato: “L’accordo del 7 novembre 2019, siglato con il Governo dopo molti anni di attesa e di giuste rivendicazioni della Sardegna, modificato il 20 luglio 2020, ha portato alle finanze regionali un importo, a titolo di acconto, di 473 milioni di euro oltre 1,5 miliardi di risorse per investimenti – ha ricordato Solinas – . Il nuovo accordo raggiunto con il Governo nell’ottobre 2021 ha ridefinito in 306,4 milioni annui il contributo della Sardegna alla finanza pubblica, con un risparmio per i cittadini sardi di circa 230 milioni all’anno rispetto alla situazione iniziale”.

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