Il Comune lancia le “giornate della trasparenza”.

Venerdì 12 maggio alle 9.30 le figure istituzionali del Comune di Cagliari presenteranno ad alcuni giovani studenti delle classi quinte delle scuole primarie “le giornate della trasparenza”.

Una prima giornata “informativa della trasparenza”, come riportato nella nota dell’Ufficio Stampa del Comune di Cagliari. A promuovere la trasparenza, il servizio Segreteria Generale, Anticorruzione, Trasparenza e Contratti del Comune, con l’obiettivo di “facilitare la comprensione del funzionamento dell’Ente quale strumento attraverso il quale si può far maturare nei bambini il senso di appartenenza a una collettività, il rispetto delle regole di vita democratica e la consapevolezza dei propri diritti e doveri di cittadino”.

Restando sul tema della trasparenza, allora, proviamo a fare alcune domande ai vertici e ai referenti dell’apposito servizio politiche giovanili in merito al Centro Giovani: servizio negli ultimi anni oggetto di un prolungato regime di proroghe “nelle more della pubblicazione del bando”, di una manifestazione di interesse bandita dal Comune (andata deserta) e ben due bandi di gara: il primo andato deserto per il mancato raggiungimento della soglia minima dei 3 concorrenti partecipanti (tra i quali l’attuale affidatario del servizio) e il secondo conclusosi proprio con l’affidamento dell’ATI che da diversi lustri gestisce il servizio.

Allora, visto l’approssimarsi delle “giornate della trasparenza”, quale occasione migliore per porre domande e , sempre nel nome della trasparenza, ricevere risposte.

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Perchè in una delle ultime determinazioni dirigenziali, alla luce dell’attuale limite temporale del DUP 2021-2023, si cita come termine dell’affidamento del servizio giovani il 30 settembre 2024?

Perchè non sono stati resi noti e pubblicati sul sito del Comune di Cagliari i documenti PEG (Piano Esecutivo di Gestione) e del PEF (Piano Economico Finanziario) del servizio politiche giovanili?

Volendo condividere le dichiarazioni di alcune aziende invitate all’ultima manifestazione di interesse per la gestione di 12 mesi del servizio informagiovani (ricordiamolo andata deserta), dove sono state invitate 6 organizzazioni “nel rispetto – si legge nel documento – del principio di rotazione degli affidamenti”, come valutare le seguenti risposte di due aziende invitate alla procedura dal Comune di Cagliari? a) “La Gara è stata pubblicata sul Mepa ed è flaggato l’invito rivolto a *** ma non ne abbiamo ricevuto comunicazione. A questo punto stiamo esplorando se il caso sia legato ad un disservizio del Mepa o ad una modalità che non è andata a buon fine”. b)”Pensavo che l’avviso ricevuto si riferisse alla precedente gara e che dopo tanto tempo avessero finalmente aperto le buste in ‘seduta pubblica’. Perciò l’avviso era fuorviante e non ho capito che lo stesso era una manifestazione d’interesse”.

Sulla base di quali norme generali o di quali atti amministrativi è giustificata la seguente indicazione contenuta nella Determinazione n. 4918 del 20/07/2021 “ci si riserva la possibilità di ricorrere alla proroga contrattuale delle durata di 6 mesi (cd “proroga tecnica”) qualora alla scadenza contrattuale non fosse conclusa la procedura di gara per il nuovo affidamento del servizio”?

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Nel DUP 21-23, non c’è più traccia nella missione 6 programma 2 del servizio informagiovani nè di attività ad esso collegato, ma esclusivamente una programmazione dettagliata sullo sport. Alla base di quale atto di programmazione, pertanto, si può ancora giustificare l’esistenza del Centrogiovani di Cagliari?

Nella Determinazione n. 4918 del 20/07/2021 lo stesso servizio ha cambiato nome in “Progetti Giovani Cagliari”. Non si trova, però, alcun riferimento o disposizione sulla nuova denominazione. Da cosa nasce e cosa ha motivato questa modifica?

Il costo stimato del servizio, sia nella determinazione n. 3728 del 31 maggio, sia nella successiva n. 5014 del 22 luglio (quarta e quinta proroga tecnica in favore dell’attuale gestore), risultava pari a 33.064,00 euro IVA inclusa per un bimestre: il costo su base annua, dunque, risulterebbe pari a (33.064,00×6=) 198.384,00 euro ed, a sua volta, quello per un triennio pari a (198.384,00×3=) 595.152,00 euro IVA inclusa. La differenza tra quest’ultima stima, agli atti dell’Amministrazione, e l’importo a base di gara per l’affidamento bandito lo scorso 20 luglio è la seguente: 640.764,01- 595.152,00=45.594,01 euro IVA inclusa. Non si tratta di mera matematica, ma di quanto letteralmente previsto dal Codice dei Contratti Pubblici (d.lgs. 50/2016, art. 35, comma 12, lett. a): “Se gli appalti pubblici di forniture o di servizi … sono destinati ad essere rinnovati entro un determinato periodo, è posto come base per il calcolo del valore stimato dell’appalto: a) il valore reale complessivo dei contratti analoghi successivi conclusi nel corso dei dodici mesi precedenti o dell’esercizio precedente, rettificato, ove possibile, al fine di tenere conto dei cambiamenti in termini di quantità o di valore che potrebbero sopravvenire nei dodici mesi successivi al contratto iniziale”. Ma di variazioni in termini di quantità o di valore, in particolare a volerne leggere le premesse esplicative, non vi è traccia nell’ultimo bando del Comune di Cagliari, specie in relazione al costo del personale. Ed allora perché l’Amministrazione prevede un costo maggiorato di ben 45.594,01 euro per l’affidamento?

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Nell’attesa di ricevere risposte esaustive da parte dell’attuale Amministrazione, buona giornata della trasparenza a tutt*.

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