Identità digitale europea. Accordo raggiunto tra Consiglio e Parlamento europeo.

Al fine di garantire un accesso sicuro ai servizi pubblici e privati ​​transfrontalieri nell’UE, la presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico provvisorio sugli elementi fondamentali di un nuovo quadro per un’identità digitale europea ( eID).

Nel giugno 2021 la Commissione von der Leyen aveva proposto un quadro giuridico per l’introduzione di un’identità digitale europea per tutti i cittadini, residenti e imprese dell’UE tramite un portafoglio europeo di identità digitale.

Un nuova modalità di autenticazione per gli utenti UE decisamente improcrastinabile per Erik Slottner, ministro svedese per la Pubblica Amministrazione: “Sempre più persone utilizzano la propria identità nei contatti quotidiani con enti pubblici e privati. Un portafoglio di identità digitale europeo è quindi indispensabile. Con l’eID, almeno l’80% dei cittadini dell’UE dovrebbe essere in grado di utilizzare una soluzione di identificazione digitale per accedere ai principali servizi pubblici entro il 2030”.

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L’accordo provvisorio chiarisce inoltre che l’emissione, l’uso per l’autenticazione e la revoca dei portafogli dovranno essere gratuiti per le persone fisiche, a partire dallo strumento della firma elettronica.

Le nuove regole implicheranno, ancora, l’introduzione di un’architettura tecnica comune e un quadro di riferimento da sviluppare con gli Stati membri. Gli utenti potrebbero quindi contare su un migliore ecosistema per l’identità elettronica e i servizi fiduciari riconosciuti e accettati ovunque nell’UE. Per allineare il più possibile il regolamento eID e la legislazione esistente sulla sicurezza informatica, gli Stati membri designeranno appositi organismi pubblici e privati ​​accreditati per certificare il portafoglio come previsto dalla legge sulla sicurezza informatica.

Una volta terminato il lavoro tecnico per il completamento del testo giuridico esso sarà sottoposto ai rappresentanti degli Stati membri (Coreper) per l’approvazione. Successivamente esso dovrà essere adottato formalmente dal Parlamento e dal Consiglio prima di poter essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE ed entrare in vigore.

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