Giustizia tributaria, Consiglio dei ministri: “Professionalizzazione dei magistrati tributari”.

Il Consiglio dei ministri oggi ha approvato un nuovo disegno di legge in materia di giustizia tributaria. Tra i punti cardine dell’intervento la professionalizzazione dei magistrati tributari. Fino ad oggi onorari, essi verranno reclutati a tempo pieno attraverso procedure concorsuali, ma, fino a quando non sarà interamente compiuto il percorso di reclutamento dei giudici professionali, i giudici tributari onorari già presenti nelle Commissioni tributarie provinciali e regionali continueranno a operare come di consueto; questi ultimi rimarranno in servizio, in un ruolo ad esaurimento, fino al compimento dei 70 anni di età, limite di pensionamento esteso a tutti i giudici tributari, con allineamento alle altre magistrature. Ancora, per effetto del provvedimento è rimodulato, riducendolo sensibilmente, l’organico della magistratura tributaria composto da 450 magistrati in primo grado e 126 in secondo grado.

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Sono istituiti presso il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria un ufficio ispettivo e uno del Massimario nazionale, per garantire l’uniformità di giudizio per fattispecie analoghe e tutelare il corretto esercizio degli organi della giustizia tributaria. Si prevede, inoltre, la creazione di un’apposita banca dati per permettere agli operatori del settore di conoscere gli orientamenti giurisprudenziali e di prevedere l’eventuale esito delle liti.

Inoltre è previsto il potenziamento della struttura amministrativa a supporto della Giustizia tributaria mediante il reclutamento di nuove professionalità e nei processi di primo e secondo grado si introdurrà, con opportuni accorgimenti, la prova testimoniale, al pari di quanto previsto nei giudizi civili e amministrativi e, ancora, il giudice monocratico in primo grado per le controversi fino a 3mila euro. A fini deflattivi è previsto l’istituto della conciliazione per le controversie di importo fino a 50mila euro.

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Nel processo tributario in Cassazione vengono introdotte, infine, apposite misure deflattive del contenzioso: la pronuncia del principio di diritto in materia tributaria, che consentirà la più tempestiva formazione di orientamenti giurisprudenziali consolidati; con la stessa finalità, il rinvio pregiudiziale, cioè diretto, dai giudici tributari di primo e secondo grado alla Cassazione per ottenere la soluzione preventiva di questioni nuove o rilevanti o particolarmente complesse o ricorrenti.

L’intervento normativo, ricordano dal Cdm, ha la finalità di raggiungere, entro il 31 dicembre 2022, l’obiettivo posto dal PNRR di rendere più celere il contenzioso tributario, considerato l’impatto che lo stesso può avere sulla fiducia degli operatori economici, compresi gli investitori esteri, riducendo, contestualmente, l’elevato numero di ricorsi in Cassazione.

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