Giovani e impresa, Todde: “Non cedere all’autoreferenzialità”. Basta l’azione della Giunta!

Continuano senza sosta le uscite pubbliche della Governatrice Alessandra Todde. Interventi, viste le ultime milestones facilmente rilevabili nell’azione di Governo, poco coerenti verso l’adozioni di politiche di impatto per i/le giovani sardi. Non sorprende che in un contesto di opportunismo mediatico (e non solo) le valutazioni nel merito vadano ben oltre il secondo piano, alla luce dell’ultimo intervento sui giovani della presidente della Regione Sardegna al Summit di StartupItalia.

Speech nel corso del quale, diversamente da quanto fatto con una delle ultime delibere di giunta, la Todde ha chiesto di “non cedere all’autoreferenzialità”. Chissà se tale regola vale anche per una Giunta regionale che alla prima occasione ha esattamente sposato l’adozione di interventi autoreferenziali e non partecipati con i giovani sardi e le organizzazioni giovanili qualificate del territorio. Meglio, infatti e in mancanza di competenze, puntare tutto proprio sull’autoreferenzialità e lo scarso rispetto per il dialogo. Perchè migliorare le politiche per i giovani in Sardegna? Cui prodest?

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Facile, quindi, in assenza di una adeguata promozione delle azioni del “nuovo governo della Regione”, far passare il messaggio della presidente come diverso rispetto a quanto già rilevato in 5 anni di governo Solinas.

Eppure per la Todde il nuovo governo regionale vuole “innovare i processi in tutti i campi possibili, da quello agricolo a quello industriale, migliorandone efficienza e produttività, qualità e prosperità”. Difficile, guardando già dalle prime battute, credere a tale slancio proattivo per l’Isola e per i giovani sardi.

Già viste, quindi, le ennesime dichiarazioni sulla presunta volontà di modificare il sempre più deprimente paradigma giovanile per i ragazzi e le ragazze residenti in Sardegna: “La Regione – si legge nel post odierno della Todde – intende sostenere la crescita di chi vuole innovare nell’isola, valorizzando i giovani e chiunque si impegni nel voler fare impresa”. Come? Autorizzando un progetto calato dall’alto senza alcuna intenzione di lanciare una nuova consultazione o avviare un tavolo di co-programmazione con i beneficiari finali, ovvero i giovani?

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Il nuovo Esecutivo regionale, a meno di due mesi dall’insediamento, sembrerebbe proprio aver “ceduto” all’autoreferenzialità.

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