Covid-19, Commissione: un percorso comune per riaprire l’Europa in sicurezza. Verso il “certificato verde digitale”.

La Commissione ha invitato gli Stati membri a prepararsi a un approccio coordinato in vista di una revoca graduale delle restrizioni Covid-19 quando la situazione epidemiologica lo consentirà. In una comunicazione adottata oggi è stata tracciata la via da seguire per una politica equilibrata e un approccio comune a livello di UE, per un ritorno alla normalità.

Tra le misure proposte rientrano il “certificato verde digitale” relativo alla vaccinazione, il ricorso a un quadro comune per le misure di risposta, orientamenti su ulteriori strategie diagnostiche, quali il monitoraggio delle acque reflue per il tracciamento delle varianti, investimenti nella diagnostica e nelle cure. Nella comunicazione è inoltre indicata una serie di provvedimenti finalizzati a rafforzare la resilienza globale attraverso il COVAX e il meccanismo dell’UE di condivisione dei vaccini.

Per la Commissaria per la promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas: “Quando si parla di eliminare le restrizioni non dobbiamo dimenticare quello che è successo nel 2020, con una successione di aperture e chiusure che ha provocato danni e causato costi, e che questa volta deve essere evitata. La comunicazione odierna si riferisce a un pacchetto equilibrato di misure in parte già applicate e in parte nuove. Attendiamo l’approvazione degli Stati membri in occasione del prossimo Consiglio europeo. Giorno dopo giorno ci stiamo avvicinando ai nostri obiettivi per quello che riguarda le vaccinazioni e alla ripresa del nostro stile di vita europeo”.

Comunicazione commentata anche dalla Commissaria per la Salute Stella Kyriakides: “Solo attraverso un approccio comune potremo tornare alla piena libertà di circolazione nell’UE in condizioni di sicurezza, sulla base di misure trasparenti e della piena fiducia reciproca”.

I principali punti della Comunicazione:

Certificati verdi digitali. La Commissione ha adottato oggi una proposta legislativa che istituisce un quadro comune per un certificato verde digitale relativo alla vaccinazione, ai test e alla guarigione. Si tratta di un approccio a livello di UE per il rilascio, la verifica e l’accettazione di certificati per agevolare la libera circolazione all’interno dell’UE basato sul rispetto rigoroso del principio della non discriminazione e dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione europea. Sarà definito un quadro tecnico a livello di UE, da applicarsi entro la metà di giugno, che garantirà la sicurezza, l’interoperabilità e il pieno rispetto della normativa a tutela dei dati personali. Sarà inoltre possibile estenderlo ai certificati compatibili rilasciati in Paesi terzi.

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Un quadro europeo comune per le misure di risposta alla COVID-19. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sta mettendo a punto un quadro per aiutare gli Stati membri a prendere decisioni sull’applicazione delle misure restrittive. Con questo approccio saranno definiti livelli in grado di rappresentare la situazione epidemiologica in ciascuno Stato membro. Saranno quindi possibili simulazioni sul margine di manovra a disposizione di ogni Stato membro per ridurre le misure di risposta senza il rischio di un’inversione di tendenza e di un nuovo aumento dei contagi. Ad aprile sarà operativo uno strumento digitale interattivo sviluppato dall’ECDC che potrà essere utilizzato dagli Stati membri.

Orientamenti a sostegno di ulteriori strategie diagnostiche e di tracciamento. L’ECDC pubblicherà a breve orientamenti tecnici sui test autodiagnostici Covid-19 recanti informazioni sulla disponibilità di tali test, sulla loro affidabilità rispetto ai test RT-PCR, che costituiscono lo standard di riferimento, sulle relative implicazioni per il flusso delle informazioni e la sorveglianza epidemiologica e sulle modalità d’uso. Ancora la Commissione ha chiesto agli Stati membri di monitorare le acque reflue per effettuare il tracciamento del Covid-19 e delle sue varianti, condividere i dati con le autorità sanitarie competenti per l’individuazione precoce della presenza del virus e individuare i cluster epidemici, promuovendo il ricorso a metodi comuni di campionamento, diagnosi e analisi dei dati, con il sostegno di una piattaforma europea di scambio. Gli Stati membri, inoltre, potranno utilizzare moduli digitali di localizzazione dei passeggeri per raccogliere i dati dei viaggiatori transfrontalieri che entrano nel loro territorio. Per consentire agli Stati membri di scambiarsi i dati attraverso la piattaforma di scambio sviluppata dalla Commissione e dall’AESA, la Commissione ha pubblicato oggi progetti di misure che stabiliscono le condizioni giuridiche necessarie per il trattamento di tali dati personali, da adottarsi entro la stagione estiva dei viaggi.

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Investimenti nelle cure. Con una strategia comune sulle cure prevista per la metà di aprile si cercherà di accelerare la ricerca e la produzione, per giungere rapidamente a cure valide. Per le cure saranno adottate misure normative più flessibili, come agevolazioni per l’etichettatura, per consentire approvvigionamenti rapidi su larga scala durante la pandemia.

Aiuti ai settori del turismo e della cultura per prepararsi a riaprire in sicurezza. Per il settore del turismo e dell’ospitalità la Commissione ha chiesto all’organismo di normazione CEN di mettere a punto, in collaborazione con l’industria e con gli Stati membri, un sigillo sanitario volontario da utilizzarsi per le strutture ricettive. Questo sigillo sarà disponibile entro l’estate. La Commissione promuoverà siti del patrimonio culturale dell’UE e itinerari culturali, eventi culturali e festival mediante una campagna sui social media sul turismo culturale sostenibile. Quando le condizioni lo consentiranno saranno supportate nuove iniziative attraverso Erasmus+ e la relativa azione DiscoverEU per promuovere la scoperta da parte dei giovani del patrimonio culturale europeo in treno, durante e oltre l’Anno europeo delle ferrovie.

Meccanismo dell’UE di condivisione dei vaccini. Un percorso duraturo per uscire dalla pandemia di COVID-19 nell’UE dipende dai progressi ottenuti a livello mondiale. L’UE e i suoi Stati membri stanno investendo nello strumento COVAX e definendo un approccio europeo coordinato alla condivisione dei vaccini con l’istituzione di un meccanismo dell’UE di condivisione dei vaccini per aiutare i paesi partner a superare la pandemia. L’approccio europeo alla condivisione dei vaccini, che aiuterà i paesi vicini e i paesi partner a superare la pandemia, si aggiunge agli investimenti per 2,2 miliardi di euro del Team Europa (formato da Commissione, Stati membri e BEI), nello strumento COVAX.

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L’UE, ha ricordato oggi la Commissione, sta predisponendo “HERA Incubator”, un piano europeo di preparazione alla difesa biologica contro le varianti Covid-19 che riunirà ricercatori, aziende di biotecnologie, produttori, autorità di regolamentazione e autorità pubbliche per monitorare le varianti, scambiare dati e collaborare all’adattamento dei vaccini.

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero, adesso, accelerare il dibattito, pervenire a un accordo sulla proposta relativa al certificato verde digitale e concordare l’approccio per un’apertura in sicurezza sulla base di un solido quadro scientifico. La Commissione europea continuerà a sostenere la produzione dei vaccini e a perseguire soluzioni tecniche per aumentare l’interoperabilità dei sistemi nazionali per lo scambio di dati. Gli Stati membri, dal canto loro, dovrebbero accelerare i programmi di vaccinazione, fare in modo che le restrizioni temporanee siano proporzionate e non discriminatorie, nominare punti di contatto per la collaborazione sul monitoraggio delle acque reflue e per la trasmissione di informazioni sulle attività svolte e avviare l’implementazione tecnica dei certificati verdi digitali in vista della rapida adozione della proposta.

Infine, su richiesta del Consiglio europeo, la Commissione europea pubblicherà nel giugno 2021 un documento sugli insegnamenti tratti dalla pandemia e sulla via da seguire per un futuro più resiliente.

Foto European Parliament CC BY 2.0