Bullismo, l’appello alle istituzioni regionali: “Jiu Jitsu nelle scuole”.

Per contrastare il fenomeno del bullismo e degli abusi tra i/le giovani, arriva la proposta di S’Animu per l’introduzione della pratica del Brazilian Jiu Jitsu nelle scuole sarde. Nelle scorse settimane il presidente Alessandro Argiolas ha scritto all’assessore regionale dello Sport e Istruzione, Andrea Biancareddu, e alla Garante regionale dell’Infanzia, Carla Puligheddu, proponendo “un patto contro il bullismo”.

Una proposta decisamente valida che, con molta probabilità, verrà scartata dall’autocelebrativa e per nulla innovativa classe dirigente regionale, come dimostrato dall’inerzia riscontrabile nel campo delle politiche giovanili che, solo per citare l’azione dell’Esecutivo regionale, si è limitata a implementare iniziative (poche) e di scarso impatto. Minori risultati, ancora, sono stati garantiti negli ultimi 4 anni dal Legislatore regionale, incapace persino di portare a compimento il processo per l’approvazione dell’unica proposta sul tema di politiche giovanili in Sardegna promossa in seno al Consiglio regionale , la Pl 182. Elementi che confermano, incontrovertibilmente, l’esistenza della famosa narrazione “i giovani sono il futuro” solo nelle linee programmatiche elettorali.

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“Purtroppo le cronache, anche di questi giorni, riportano sempre più spesso di gravissimi fatti di violenza e abusi, con protagonisti giovani e giovanissimi. Di fronte ad un problema così serio e grave – spiega Argiolas -, il Brazilian Jiu Jitsu può rappresentare un aiuto importante, perché insegna ai ragazzi il rispetto per gli altri ma anche verso se stessi, contribuisce a sviluppare la fiducia, la concentrazione e la consapevolezza del proprio corpo, oltre alle tecniche di difesa. Abbiamo recentissime esperienze di progetti ideati e realizzati anche in Sardegna per combattere il bullismo: ricordiamo “Il Dente del Jiu Jitsu”, dell’associazione Darwin onlus o il nostro ‘Be Brave’, finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani (ora Agenzia Italiana per la Gioventù), attraverso l’azione dei progetti finanziati nell’ambito del programma Corpo Europeo di Solidarietà”.

Argiolas ricorda che S’Animu ha lavorato con ragazzi tra i 13 e i 17 anni, “con tanto allenamento ma anche attività laboratoriali per imparare la socializzazione attraverso lo sport, l’abbattimento degli stereotipi, l’analisi e il contrasto dei comportamenti violenti e del bullismo. Tramite il BJJ e la sua pratica tanti adolescenti hanno imparato l’autostima insieme all’autodifesa. Secondo un recente report di Terre des Hommes e One Day, che ha coinvolto 1700 ragazzi tra 14 e 26 anni, uno su due ha dichiarato di aver subito atti di bullismo, il 50% teme di subire violenza psicologica e bullismo, il 68,8% ha timore del cyberbullismo, il 60% del revenge porn, quasi il 41% di subire un furto di identità. Ancora – prosegue – il 37,5% degli intervistati ha paura dell’isolamento socialeil 35% di soffrire di depressione, il 22% della solitudine”. 

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Forte dell’esperienza sarda e confortati dai risultati ottenuti in questi anni da tante associazioni, in Italia e all’estero, l’associazione dilettantistica cagliaritana si rende disponibile per far conoscere il BJJ alle Istituzioni regionali e al mondo della Scuola e chiede, in particolare, all’assessore Biancareddu se sia possibile “prevedere già dal prossimo anno scolastico seminari, lezioni, stages mirati, cercando di coinvolgere un’ampia platea di adolescenti e sul territorio regionale.

Difficile, concludendo, prevedere una tale sensibilità, alla luce dell’azione autoreferenziale della Giunta regionale registrata con il progetto “Giovani VISPI”. Progettualità che, nonostante il finanziamento da parte del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili (e un cofinanziamento della Regione Sardegna), non ha registrato alcuno slancio di cooperazione da parte dell’Esecutivo regionale con giovani e organizzazioni giovanili del territorio. Insomma, solo politiche tokeniste sono prevedibili nell’azione della sempre meno autorevole politica regionale.

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Giovani scomparsi non solo dall’agenda politica della maggioranza regionale ma anche (nonostante le segnalazioni agli stessi esponenti della Giunta Solinas) dagli stessi canali di comunicazione istituzionale online…

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