America’s Cup: la “road to Naples” parte da Cagliari
Nel mese di luglio 2027 arriverà a Napoli il trofeo sportivo più antico del mondo, l’America’s Cup: più antico della lampadina di Edison, più antico dei Giochi Olimpici moderni e, per la prima volta nella sua storia ultracentenaria, toccherà il suolo italiano.
Dal 10 luglio 2027 i migliori team del pianeta si contenderanno l'”Auld Mug”, come viene affettuosamente chiamata la coppa d’argento, sugli AC75, monoscafi volanti capaci di superare i 55 nodi , oltre cento chilometri orari , sollevandosi sull’acqua grazie ai foil.
Il Defender in queste edizione è l’Emirates Team New Zealand, detentore del trofeo con cinque vittorie all’attivo (1995, 2000, 2017, 2021, 2024) e record assoluto di tre successi consecutivi. I neozelandesi si presentano a Napoli come i grandi favoriti, ma consapevoli di entrare, letteralmente, nella “tana dei leoni”.
Luna Rossa: finalmente in casa.
Perché Napoli è Italia, e l’Italia è Luna Rossa. Il team di Patrizio Bertelli , ora guidato in acqua da Max Sirena , ha costruito in venticinque anni di campagne la storia più appassionante e tormentata dell’America’s Cup moderna.
Con l’America’s Cup Match che approda per la prima volta nelle acque italiane, Luna Rossa si è mossa con largo anticipo. Dalla base tecnologica di Cagliari, il team ha lavorato senza sosta dall’epilogo di Barcellona 2024, integrando nel roster due dei nomi più pesanti della vela mondiale: Peter Burling, il timoniere neozelandese più vincente della storia, e Josh Junior. Accanto a loro il due volte campione olimpico Ruggero Tita e il tre volte campione del mondo Optimist Marco Gradoni , il “bambino prodigio” che a Barcellona ha trascinato il team giovanile al titolo della Youth America’s Cup.
Un evento storico per Napoli e per il Paese.
La scelta di Napoli non è casuale e non è solo sportiva. Il Governo italiano ha sostenuto con forza la candidatura, vedendo nell’America’s Cup un’opportunità straordinaria di rilancio urbano. Le basi dei team sfidanti sorgeranno a Bagnoli, quartiere simbolo della riconversione industriale napoletana, mentre il Race Village animerà il Lungomare Caracciolo e la Fanzone si estenderà in Piazza del Plebiscito.
“L’America’s Cup a Napoli rappresenta anche un’occasione strategica per accelerare il programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana di Bagnoli,” ha dichiarato il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Un’eredità che, sperano tutti, resterà ben oltre il luglio 2027.
La città non è nuova all’America’s Cup: nel 2012 e nel 2013 ospitò due eventi delle World Series in preparazione della 34ª edizione, con oltre un milione di persone che si riversarono sul lungomare per seguire le regate. Quella folla, quel calore, sono rimasti impressi nella memoria degli organizzatori e probabilmente hanno avuto un peso decisivo nella scelta della sede.
Addio al vecchio sistema in cui il Defender decideva tutto, dalla sede alle regole. Benvenuta la governance collettiva, con un tetto di spesa fissato a 75 milioni di euro per ciascun team , cifra da ridurre nelle edizioni future , e l’impegno a un ciclo biennale regolare, con un’America’s Cup ogni due anni.
Le novità tecnologiche: addio Cyclors, benvenute batterie.
Le barche saranno le stesse AC75 di Barcellona 2024 , una scelta di contenimento dei costi ma con sviluppi significativi sui foil, sull’aerodinamica e sui sistemi di controllo. La novità più visibile riguarda la propulsione: i “Cyclors”, gli atleti-ciclisti che pedalavano a bordo per generare energia idraulica, vengono sostituiti da batterie intelligenti che ne replicano la potenza erogata.
A bordo saliranno cinque velisti invece di quattro, e almeno uno dovrà essere una donna. Una piccola rivoluzione in un ambiente storicamente dominato dagli uomini.
I rivali: chi sfida i Kiwi.
Accanto a Luna Rossa, la flotta si presenta con sei sfidanti di alto profilo. GB1 (Gran Bretagna), Challenger of Record guidato da Sir Ben Ainslie, arriva a Napoli forte della storica vittoria della Louis Vuitton Cup a Barcellona e punta a riportare il trofeo al Royal Yacht Squadron, il club che lo ha ospitato nella sua prima edizione nel 1851. Tudor Team Alinghi (Svizzera) e La Roche-Posay Racing Team (Francia, ex K-Challenge) completano il gruppo dei fondatori dell’ACP, mentre Team Australia e l’American Racing Challenger Team USA entrano nell’agone con ambizioni di rimonta.
La road to Naples: si parte da Cagliari.
Prima dell’atto finale, il conto alla rovescia è già partito. La prima Regata Preliminare si svolge a Cagliari dal 21 al 24 maggio 2026, nel Golfo degli Angeli, con gli AC40 , i “fratelli minori” degli AC75 , protagonisti di undici regate di flotta più una finale in match race. Luna Rossa, Emirates Team New Zealand e GB1 scenderanno in acqua con due imbarcazioni ciascuno, la seconda affidata agli equipaggi giovanili e femminili.
Non ci sono punti in palio per la classifica finale, ma c’è qualcosa di più prezioso: il primo sguardo ai rivali, le prime indicazioni sulle gerarchie, il primo test di nervi prima della vera battaglia.
foto © Ricardo Pinto / America’s Cup
