Stadio di Cagliari. Dopo “l’accelerata” il silenzio. Farris: “Cosa sta succedendo?”
C’era una volta un progetto a Cagliari. Urgente, imminente e pronto per permettere all’amministrazione di “mettere il cappello” su una infrastruttura tanto attesa. Poi, improvvisamente, dopo tanto “vociare”, le uscite sul nuovo stadio di Cagliari da parte dell’amministrazione di Massimo Zedda e dell’assessore allo Sport sono sparite dai radar. Dalla cronaca quotidiana, dai tam tam dell’autocelebrazione istituzionale.
Fino a poche settimane fa, per chi ha memoria, da quello che è uscito da via Roma, l’iter per la realizzazione dello stadio avrebbe dovuto procedere spedito senza intoppi. Si è parlato , allora, di accelerazione, cronoprogramma, passaggi decisivi. Mancava solo il fischio d’inizio. Poi, dal primo aprile , dal momento in cui qualcuno sia in Consiglio comunale che fuori, ha iniziato ad evidenziare i coni d’ombra sul processo, qualcosa ha iniziato a rallentare e il silenzio è calato inaspettato. Meglio parlare, per esempio, (e dato che non si ascoltano neanche i giovani della consulta comunale) dell’inutile “consiglio comunale dei bambini”.
Cosa è successo?
I segnali ci sono, e non sono rassicuranti. Il 3 giugno, a margine del conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Ranieri, il sindaco ha parlato di “approfondimenti in corso”. Due giorni dopo, il 5 giugno, il presidente Giulini intervenuto al panel del Festival della Serie A a Parma ha usato toni marcatamente prudenti, descrivendo un percorso ancora complesso sul piano economico-finanziario. Nel frattempo, tutto sembra essere misteriosamente rallentato.
Sorge allora una domanda, semplice e legittima: a farla e a condividerla a mezzo social è stato oggi il consigliere comunale Giuseppe Farris che, attraverso i social, ha rimarcato la propria sorpresa per il “momento inusitato” per l’amministrazione progressista.
“Perché ciò che fino a ieri appariva definito richiede oggi verifiche, approfondimenti e cautela? Perché si stanno spendendo circa 230.000 euro in consulenze? E, soprattutto, perché i cittadini non vengono messi nelle condizioni di capire numeri, condizioni e reale convenienza dell’operazione?”, chiede Farris.
“Una cosa è certa – prosegue -: Cagliari merita uno stadio nuovo. Ma merita anche trasparenza. Quando si parla di un’opera destinata a segnare la città per i prossimi decenni, il dibattito pubblico non è un optional. È un diritto. E quando un progetto sparisce improvvisamente dall’agenda, è lecito chiedersi se certi annunci fossero stati fatti con troppa fretta, e se ci sia qualcosa che, nei conti o nei dettagli, non torna”.
Le domande restano aperte (a partire dal perchè il Piano Economico Finanziario non sia stato discusso in Consiglio comunale). Le risposte, per ora, no.
