Trasferimento Centro sclerosi multipla. Il punto dell’AISM Cagliari.

Il recente trasferimento del Centro sclerosi multipla dal Binaghi all’ospedale Businco, deciso dalla RAS per trasformare l’ospedale Binaghi in un Covid center, ha indubbiamente creato notevoli disagi ai pazienti in Sardegna, alla luce anche dell’alta incidenza della malattia neurodegenerativa nell’Isola.

Una decisione sulla quale sono intervenuti i diretti beneficiari dei servizi del centro, attraverso una nota del consiglio direttivo provinciale dell’AISM Cagliari: “Vista l’incertezza e la confusione intorno al trasferimento del Centro SM presso l’ospedale Businco, vogliamo condividere con voi i passaggi che hanno portato a questa situazione temporanea, nella speranza non solo di fare chiarezza ma anche di cercare di tranquillizzarvi sul fatto che l’assistenza e la cura dei pazienti continuerà anche in questo periodo di difficoltà”.

“Ad oggi nell’isola – si legge nella nota – ci sono centinaia di contagi giornalieri, diversi morti ed una pressione importante sugli ospedali. Da qui la decisione della RAS di trasformare l’ospedale Binaghi in covid center, con la chiara necessità di spostare le attività svolte presso la struttura in altre destinazioni, compreso il Centro Regionale per la SM”.

“E’ una scelta che come associazione condividiamo? No. Esistevano scelte alternative? Probabilmente sì, ma non possiamo essere noi a dirlo, visto che non possiamo conoscere la situazione di altre strutture che eventualmente sarebbero potute essere idonee allo scopo. Dovrebbe farlo la politica e i tecnici predisposti. E’ compito di un’associazione di pazienti con SM quello di trovare una soluzione a tutta l’emergenza sanitaria? No. E’ compito di un’associazione di pazienti con SM quello di trovare una soluzione che garantisca l’assistenza sanitaria ai pazienti anche durante una crisi sanitaria?Sicuramente sì”.

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Soluzioni che l’AISM avrebbe proposto alla parte politica: “Abbiamo manifestato subito le nostre perplessità ed abbiamo attivato un colloquio con il decisore politico. Da questa discussione è venuto fuori che la scelta del covid center era l’unica strada che potevano percorrere e ripetiamo: non è compito nostro dire se esistono altre strade. Ci siamo dunque mossi per fare quello che dovevamo, ovvero salvare l’assistenza essenziale per le persone con SM, che significa mantenere le terapie infusionali, le prestazioni ambulatoriali e le risonanze magnetiche. Perchè un Centro diagnostico e di cura non è fatto da quattro mura, ma è fatto dal personale che ci lavora e dai servizi che vengono erogati”.

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“Il rischio principale che si vedeva all’orizzonte era quello di vedere INTERROTTE le terapie infusionali. Infatti per garantirle è necessario un contesto ospedaliero di somministrazione. I rischi erano dunque due: la sospensione delle terapie oppure vedere i pazienti sparsi in giro per gli ospedali cagliaritani (come succede a Sassari, un day hospital allestito in una sala d’attesa e pazienti seguiti in ortopedia). Naturalmente – prosegue la nota -abbiamo cercato una soluzione per evitare questi due scenari e gli spazi presso l’ospedale Businco erano gli UNICI disponibili per allestire i day hospital e per garantire che le terapie infusionali fossero effettuate in sicurezza e soprattutto in continuità, senza stravolgere o sospendere i calendari”.

Una soluzione che non può che essere temporanea secondo il l’AISM Cagliari: “Gli spazi del Businco possono sostituire gli spazi del Binaghi? No, non possono diventare una soluzione definitiva, possono essere un’alternativa TEMPORANEA e PROVVISORIA per evitare scenari peggiori e garantire livelli di cura essenziali. Proprio perchè gli spazi non erano abbastanza, abbiamo continuato a lavorare per trovare ulteriori soluzioni, sempre e soltanto nell’ottica di garantire un livello essenziale di assistenza per le persone con SM. Sono stati trovati quindi ULTERIORI spazi presso il vecchio caseggiato del Binaghi, che consentiranno di allestire ulteriori ambulatori e consentire, sempre in modalità TEMPORANEA e PROVVISORIA, di garantire le prestazioni ambulatoriali (visite di controllo e diagnosi). Ci piace questo spezzatino? Naturalmente No, ma come chiaramente espresso è una soluzione TEMPORANEA e PROVVISORIA adottata ESCLUSIVAMENTE per garantire un livello essenziale di assistenza per le persone con sclerosi multipla”.

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Il consiglio direttivo ha poi evidenziato le criticità legate al personale e alla Risonanza Magnetica: “E’ naturalmente essenziale che la Risonanza Magnetica dedicata continui ad essere fruibile perchè è fondamentale per le visite di controllo e le diagnosi. Ci è stato garantito che sarà così, che continuerà ad essere sempre fruibile per le persone con SM. Ci teniamo a precisare che l’attenzione come associazione la manteniamo alta 365 giorni all’anno, infatti ci sono tanti altri temi che sono in discussione, uno su tutti la carenza di personale. Per intenderci le linee guida di AISM parlano di 1 Neurologo ogni 250 pazienti, al Centro SM abbiamo 1 Neurologa ogni circa 1000 pazienti”.