Il Parlamento europeo approva il Bilancio europeo dei prossimi 7 anni. Sassoli: “Bilancio storico per un momento storico”.

“Con il voto di oggi, il Parlamento europeo ha adottato il bilancio europeo per i prossimi sette anni. È un bilancio storico per un momento storico: abbiamo ottenuto 15 miliardi in più per sostenere la sanità pubblica, la ricerca, il settore culturale e la politica comune di migrazione e asilo”. Così il Presidente del Parlamento europeo ha salutato l’approvazione del QFP, ovvero il bilancio pluriennale dell’UE per i prossimi 7 anni.

“Questo bilancio – prosegue Sassoli – destinerà un terzo delle sue risorse alla trasformazione verde dell’economia nel segno del Green Deal e della trasformazione digitale. Con questo voto può partire il Piano Marshall europeo per uscire dalla drammatica crisi generata dal COVID, e porre le basi di un nuovo inizio: un’Europa più verde e più giusta”.

Una votazione importante che segue l’approvazione del nuovo regolamento sulla condizionalità dei Fondi UE al rispetto dello Stato di diritto.

“Adesso – ha concluso il Presidente del PE – è il momento di avere il coraggio politico e ideale di realizzare questa trasformazione radicale. Il Parlamento europeo è l’unica istituzione eletta dai cittadini e sarà in prima fila nel difendere i loro interessi”.

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In particolare, il testo sul bilancio a lungo termine dell’UE per il periodo 2021-2027, concordato con il Consiglio lo scorso 10 novembre, è stato approvato dal Parlamento con 548 voti favorevoli, 81contrari e 66 astensioni.

Tra le novità, lo stanziamento di 15 miliardi di euro in più per i principali programmi UE. Grazie a questo compromesso, il Parlamento europeo triplica la dotazione per il programma EU4Health, assicura l’equivalente di un anno supplementare di finanziamento per Erasmus+ e garantisce, ancora, che i finanziamenti per la ricerca continuino ad aumentare nei prossimi anni.

La sostenibilità finanziaria sarà garantita, per un importo di 11 miliardi di euro, dall’incameramento delle sanzioni applicate per la violazione della concorrenza nell’UE, mentre 4 miliardi di euro saranno finanziati da riassegnazioni di fondi all’interno del QFP. Inoltre, l’accordo prevede che 1 miliardo di euro sarà accantonato per far fronte ad eventuali esigenze e crisi future e potrebbe anche essere aggiunto ai programmi faro dell’UE.

I negoziatori del Parlamento e del Consiglio europeo, hanno accettato il principio secondo cui i costi a medio e lungo termine del rimborso del debito dal Recovery non devono essere coperti a scapito dei programmi di investimento del QFP, né devono tradursi in contributi molto più elevati basati sull’RNL degli Stati membri. Pertanto, i negoziatori del PE hanno elaborato una tabella di marcia per introdurre nuove risorse proprie da inserire nel bilancio dell’UE nei prossimi sette anni e far fronte così a tali costi aggiuntivi.

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Una tabella di marcia che fa parte dell’ “Accordo interistituzionale”, un testo giuridicamente vincolante, approvato dal Parlamento, sempre oggi, con 550 voti favorevoli, 72contrari e 73 astensioni.

Oltre al contributo finanziario, fornito a partire dal 2021, basato sulla quantità di plastica non riciclata in ogni Paese, la tabella di marcia include una risorsa propria basata sul sistema ETS (Emissions Trading System) a partire dal 2023, eventualmente collegata ad un meccanismo di aggiustamento delle frontiere di carbonio. Comprende anche un prelievo digitale (dal 2023) e una risorsa propria basata sulla tassa sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax-based Own Resource), nonché un contributo finanziario che il settore aziendale deve fornire o una nuova base imponibile comune per l’imposta sulle società (dal 2026).

Per quanto riguarda la spesa dei fondi del NextGenerationEU, il Parlamento ha garantito l’occorrenza di incontri regolari tra le tre istituzioni per valutare l’attuazione dei fondi messi a disposizione, sulla base giuridica dell’Art. 122. Questi fondi eccezionali dovranno essere spesi in modo trasparente e il Parlamento, insieme al Consiglio, verificherà ogni scostamento dai piani nazionali precedentemente concordati.

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Ancora, ci sarà una migliore tracciabilità per garantire che almeno il 30% dell’importo totale del bilancio dell’Unione Europea e delle spese dell’UE per la ripresa sostenga gli obiettivi di protezione del clima, e che il 7,5% della spesa annuale sia dedicata agli obiettivi di biodiversità, a partire dal 2024, e il 10% dal 2026 in poi. L’uguaglianza di genere e il mainstreaming di genere saranno ora prioritari nel QFP, attraverso un’approfondita valutazione dell’impatto di genere e il monitoraggio dei programmi.

Dopo l’approvazione del QFP da parte del Parlamento europeo, ora il Consiglio dell’UE dovrà approvare formalmente il regolamento QFP e l’accordo interistituzionale, che saranno poi pubblicati nella Gazzetta ufficiale UE e che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio.

foto Daina Le Lardic © European Union 2020 – Source : EP