Tirocini non retribuiti nelle istituzioni dell’UE, Papadakis: “Sinonimo di sfruttamento”. Commissario Schmit: “Commissione si è impegnata a rivedere il QFT nel 2022”.

I tirocini non retribuiti nelle istituzioni dell’UE (Consiglio, Parlamento, Commissione e varie agenzie esecutive) per giovani sono diventati, secondo l’eurodeputato del gruppo dei Non Iscritti Kostas Papadakis “sinonimo di sfruttamento” senza contare – prosegue – che “tali tirocini di 40 ore settimanali sono spesso obbligatori”.

“L’UE – si legge nel testo dell’interrogazione parlamentare dell’esponente del gruppo NI – utilizza così una forza lavoro non retribuita e non assicurata e nella stragrande maggioranza dei casi, il contenuto del tirocinio non ha rilevanza ai fini dello studio o della specializzazione, ma serve semplicemente a fornire un pool di manodopera a basso costo per qualunque attività debba essere svolta, con il risultato che i giovani tirocinanti possono anche essere messi in pericolo, come è avvenuto recentemente in Italia, dove due di loro hanno perso la vita”.

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Un tema controverso che ha registrato ieri la risposta del Commissario Schmit: “La Commissione ritiene che la retribuzione dei giovani sul lavoro, anche nell’ambito dei tirocini, dovrebbe rientrare nella responsabilità sociale delle imprese. La raccomandazione del Consiglio su un quadro di qualità per i tirocini (QFT) ha apportato miglioramenti nei quadri giuridici nazionali che regolano i tirocini. In risposta agli appelli per una migliore protezione sociale e remunerazione dei tirocinanti, la Commissione si è impegnata a rivedere il QFT nel 2022, in particolare per quanto riguarda le condizioni di lavoro dei tirocinanti. Per i tirocini presso la Commissione – ha ricordato l’esponente della Commissione von der Leyen – assicura una remunerazione (1252.68 euro mensili) e un rimborso delle spese di viaggio e di missione”.

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