7 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Si parla di futuro, ma in Sardegna mancano i fondamentali… a partire dall’acqua.

Mentre in convegni e tavoli politici si progettano isole futuristiche, politiche “visionarie” e la puttanata dell’Einstein Telescope, in Baronia, per esempio, manca l’essenziale: l’acqua non c’è. Non metaforicamente, ma proprio fisicamente. Il lago Maccheronis, il principale serbatoio del territorio, al 14 novembre è sceso a 0,969 milioni di metri cubi.

Da oggi, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, su ordine dell’Adis, ha deciso, quindi, di chiudere i rubinetti dell’irrigazione per Posada, Siniscola, Budoni, Torpè e San Teodoro. Concessi solo due “lussi”: abbeverare il bestiame e pulire le stalle. Il resto? Se ne riparlerà quando tornerà la pioggia — oppure il buon senso politico, whichever comes first.

La nota dell’Agenzia è perentoria: serve “ridurre significativamente i prelievi”, chiudere la rete consortile, avviare un monitoraggio rafforzato, inviare dati settimanali… insomma, vale la pena ricordarlo. In Sardegna mancano i fondamentali. E in analogia con il 2024, si riparte con il “monitoraggio forzato”, che ormai sembra la versione idrica del déjà vu.

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