Servitù militari, il Comitato Misto Paritetico dice no alle esercitazioni nell’Isola.

Si è tenuta stamattina a Cagliari presso la sede del Comando Militare Esercito della Sardegna, la riunione del Comitato Misto Paritetico per le Servitù Militari nel corso della quale la componente regionale ha espresso all’unanimità voto contrario ai programmi di esercitazioni a fuoco presso i poligoni militari della Sardegna nel 2° semestre 2023 motivato in gran parte dal fatto che i protocolli sottoscritti con il Governo nazionale sulle servitù militari nell’isola non hanno ancora avuto piena attuazione.

In riferimento ai protocolli sottoscritti con il Governo nazionale, poiché sono mutate le condizioni geopolitiche, il Comitato ritiene doveroso apportare integrazioni e correttivi con la costituzione di una cabina di regia e tavoli tecnici operativi (dando seguito a tutti gli accordi previsti dal protocollo del 2017 tra Ministero Difesa e la Regione Sardegna, prorogato recentemente) con un reale coinvolgimento dei componenti del Comitato Paritetico sulle servitù Militari per affrontare le questioni relative alla “armonizzazione” delle esigenze della Difesa con quelle dei Cittadini che abitano i territori gravati dalle servitù militari.

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A tal proposito il Comitato, a più volte richiesto un confronto con il Presidente della Regione Sardegna sulle tematiche di propria competenza, senza mai avere la possibilità di incontrarlo. D’altronde si sà il Presidente Solinas negli ultimi 4 anni non ha certo dimostrato di essere “sempre sul pezzo”. L’inaugurazione di un campus universitario, tra suonatori di sassofono e catering, riveste decisamente una maggiore priorità per il Governatore.

I rappresentanti regionali, inoltre, si dichiarano non soddisfatti dagli annunci di piantumazione di alberi per il ripristino dei luoghi o mere compensazioni di CO2 a seguito dell’imponente “Noble Jump 23” appena conclusasi nel Poligono di Capo Teulada. Esercitazioni a fuoco di tale portata “sono in contrasto con le direttive comunitarie sul rispetto dell’Ambiente in zona SIC (Sito di Interesse Comunitario dove sono presenti 21 habitat di specie vegetali e animali e in particolare di uccelli (meglio delineati nel Formulario Natura 2000) e in conflitto con le norme regionali e nazionali”.

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Si attende, infine, la definizione del procedimento di Valutazione di Incidenza Ambientale per il “Recupero dei residuati di esercitazione della penisola “delta” del poligono permanente di Capo Teulada”.

“I programmi esercitativi – si legge nella nota del Co.Mi.Pa. – finora sono stati approvati con la premessa di un più attento rispetto dell’ambiente e, pertanto, la componente regionale chiede fermamente: la graduale dismissione di porzioni del poligono; esercitazioni in zone meno impattanti sulla popolazione, sulla fauna e sulla flora; la riduzione del periodo di interdizione per favorire le economie delle comunità locali e l’allungamento della stagione turistica; la conclusione celere dei rilievi a mare e le relative bonifiche intorno alla penisola di Capo Frasca”.

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foto Army Staff Sgt. Jose H. Rodriguez DOD