Scuola, scontro Governo-Regione Campania, De Luca: “Le misure nazionali non sono fondate sul parere tecnico-scientifico del CTS”.

Nonostante siano passati diversi anni, il ritorno a scuola nell’epoca pandemica si conferma coatico. Una disorganizzazione disarmante che va di pari passo con l’improbabile scala di priorità della politica ‘che conta’ nel nostro Paese, particolarmente concentrata sulle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica.

Uno scenario incoerente con l’appartenenza dell’Italia al G7, ovvero tra i sette maggiori Stati economicamente avanzati del pianeta, come dimostra anche l’ultimo scontro tra l’Esecutivo Draghi e la Regione Campania in relazione all’ordinanza 1 del 7 gennaio 2022, firmata dal Governatore Vincenzo De Luca per il rinvio dell’apertura delle scuole in presenza a causa della pandemia.

Dopo la presentazione da parte dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato presso il Tar della Campania contro l’ordinanza della Regione Campania, l’Esecutivo regionale ha depositato, infatti, gli “atti pertinenti e rilevanti a supporto dell’ordinanza” con la quale la Regione ha procrastinato a fine mese le lezioni in presenza in tutte le scuole della Campania.

Mario Draghi, foto Governo.it licenza CC-BY-NC-SA
Mario Draghi, foto Governo.it licenza CC-BY-NC-SA

Secondo la Regione Campania l’ordinanza non violerebbe il decreto legge 111/2022, risultando  provata una condizione di eccezionale e straordinaria necessità attestata, tra l’altro, da un Rt di ospedalizzazione pari a  1,78, che indica il raddoppio dei ricoveri  Covid in arco settimanale; l’esaurimento dei posti letto pediatrici Covid, nella regione con la popolazione più giovane d’Italia; ancora il blocco delle attività sanitarie di elezione e la previsione di un certo esaurimento di posti letto di degenza Covid nel breve periodo in mancanza di misure idonee da parte del Governo.

Ancora, secondo il Governatore, le misure nazionali non si fonderebbero sul parere tecnico-scientifico del CTS, che non è stato convocato, contrariamente a quanto richiesto da tutte le Regioni. Al contrario, si legge nel documento, “l’ Ordinanza regionale è fondata su un’istruttoria tecnica che tiene conto dei dati più aggiornati della Cabina di regia nazionale, delle  valutazioni dell’Unità di crisi regionale e della richiesta di presidi e sndaci che segnalano criticità non risolvibili a breve.

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Inoltre le misure previste dal decreto governativo sarebbero inattuabili e del tutto virtuali, almeno nel territorio regionale della Campania, tenuto conto che vi è impossibilità di assicurare il contact tracing  e insostenibilità dei carichi da parte delle ASL, attestata dai dirigenti scolastici e da tutti i Direttori generali delle AASSLL campane.

Secondo De Luca, ancora, in caso di sospensione dell’ordinanza vi sarebbe un danno irreparabile per la popolazione giovanile data la previsione del picco dei contagi per fine gennaio, in presenza di una bassissima percentuale di vaccinazione sotto i 12 anni.

Una criticità, quindi, che si potrebbe almeno attenuare secondo la Regione Campania, semplicemente posticipando la ripresa in presenza dell’attività didattica: “Le misure previste dall’ordinanza regionale sono equilibrate e proporzionate, si prevedono solo tre settimane di didattica a distanza per medie inferiori ed elementari. Tre settimane di respiro per i Presidi, i Sindaci e le AASSLL che ne hanno fatto richiesta  per ampliare la fascia dei vaccinati e ‘scavallare’ il picco dei contagi”.

Infine all’esito della riunione svolta in data odierna, l’Unità di crisi regionale ha segnalato che “nelle ultime due settimane i contagi sono aumentati considerevolmente nella fascia 0-44 anni ed anche i decessi sono in progressivo aumento.

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Con riferimento alla Campania l’Rt risulta attualmente pari a 1,61, con gli indicatori di sorveglianza che disegnano per la Campania uno scenario di tipo 4, con un’incidenza complessiva di 1511/100.000, e con proiezione di oltre il doppio, con Rt pari a 2,25 per la settimana prossima, con conseguente previsione di un enorme aumento dell’impatto sulle degenze Covid.

I prelievi delle acque reflue attestano che la variante omicron è estremamente diffusa sul territorio regionale, in misura nettamente superiore alla media nazionale, con conseguente ampia velocità di diffusione dei contagi.

Per tali ragioni, connesse alla straordinaria diffusività del virus nella variante omicron, sul territorio regionale, si ritiene indispensabile rinnovare le misure antiassembramento previste dalle menzionate ordinanze regionali e avviare una riflessione sulla introduzione di ulteriori misure.

Con riferimento al numero di soggetti attualmente positivi nella fascia d’età 0-19 anni si registra, ancora, un incremento pari a circa il 30 % rispetto alle scorse settimane e circa 118 focolai scolastici comunicati alla chiusura delle scuole per le festività natalizie e un totale di n.9781 focolai nella settimana 27 dicembre 2021 – 2 gennaio 2022, di cui nuovi focolai nell’ultima settimana pari a n.6963. Passano, inoltre, a n.13150 i nuovi casi di infezione confermata dal Sars-Cov-2 non associati a catene di trasmissione note, a fronte di un numero pari a 5800 della settimana precedente.

Si evidenzia inoltre un significativo aumento dei ricoveri nella fascia pediatrica prevalentemente per pazienti Sars-Cov positivi sintomatici con età inferiore ai 10 anni, il cui numero è raddoppiato in 10 giorni. Inoltre si registra un notevole accesso (circa 70/giorno al PS dell’Ospedale pediatrico Santobono) di bambini della medesima fascia di età, Sars-Cov positivi, con sintomatologia più lieve che vengono pertanto rinviati al domicilio. Desta preoccupazione, inoltre, il dato relativo all’occupazione di posti letto in terapia intensiva e in area medica, la cui saturazione ha una probabilità superiore al 50% in entrambe le aree nei prossimi trenta giorni.

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Lo scenario 4, conclude la nota della Regione Campania, impone l’adozione di misure straordinarie di contenimento. In particolare, nella odierna seduta ciascuna delle ASL campane ha attestato di aver ricevuto richieste dai Comuni e dagli Istituti scolastici di supporto in vista della riapertura delle scuole prevista per il prossimo 10 gennaio, ma di essere nella impossibilità di assicurare il contact tracing e gli screening prescritti dal decreto legge 5 gennaio 2022 relativamente alla popolazione scolastica (rilievi a T0-T5), per l’enorme attuale pressione sulla organizzazione sanitaria, impegnata nella somministrazione di tamponi ai contatti di soggetti positivi, nella gestione delle quarantene e dei soggetti positivi fino alla negativizzazione nonché nella prosecuzione della campagna vaccinale.

Nel pomeriggio la Presidente della 5° Sezione del Tar Campania ha disposto la sospensione dell’esecutività dell’Ordinanza regionale n.1 del 7 gennaio 2022, e ha fissato per la trattazione collegiale la Camera di Consiglio dell’8 febbraio 2022.