Rapinavano riders e se ne vantavano sui social: denunciati 26 giovani.

Questa mattina a Verona gli investigatori della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza applicativa disponendo 16 misure cautelari nei confronti di giovani ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati che vanno dall’associazione per delinquere alla rapina, furto aggravato ricettazione, danneggiamento, indebito utilizzo di carte di credito e lesioni aggravate. Provvedimento che va ad aggiungersi alle 10 misure cautelari, di cui 6 custodie cautelari in carcere e 4 collocamenti in comunità, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i minorenni di Venezia nei confronti di altrettanti minorenni per rapina, estorsione, furto, ricettazione, violenza privata, lesioni.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Venezia sono state avviate dalla Squadra Mobile scaligera a partire dal settembre del 2020 a seguito di due episodi di rapina compiute ai danni di due fattorini stranieri brutalmente aggrediti e derubati durante la consegna di alcune pizze a dei giovani richiedenti.

LEGGI ANCHE:  Covid-19: la dieta del lockdown, tra vecchie abitudini e nuove tribù alimentari.

Nel corso dei mesi le azioni criminali compiute dagli indagati sono continuate: in particolare, sono stati presi di mira, con analogo modus operandi, spesso di notte o tarda serata ed in gruppo, persone percepite come vulnerabili (riders o coetanei). Dopo le aggressioni gli autori, dimostrando di non possedere nessuna remora per le azioni illecite commesse, usavano vantarsene ostentandole anche attraverso i social network, così da pubblicizzare e rivendicare il proprio balordo operato.