Politiche2022. Le ‘cose da fare per i giovani’ secondo l’Unicef.

Con l’approssimarsi dell’election day del 25 settembre l’Unicef Italia ha deciso di condividere un documento di proposte per i più giovani, ‘Le cose da fare: agenda 2022 – 2027 per l’infanzia e l’adolescenza’. Partendo dalle proprie priorità globali di advocacy, l’Unicef ha individuato una serie di proposte da mettere al centro nell’agenda politica della prossima esperienza di Governo sul tema della lotta alla discriminazione, salute mentale, educazione di qualità e cambiamento climatico.

“Ai candidati in Parlamento proponiamo alcuni indicatori sulla base dei quali valutare annualmente l’impatto delle norme, delle politiche e dei programmi adottati per l’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti”.

Nel contempo, l’organizzazione internazionale ha lanciato anche una piattaforma per raccogliere il parere dei giovani italiani tra i 14-30 anni. A partire da oggi, infatti, l’Unicef rivolgerà ai giovani un sondaggio attraverso la piattaforma digitale indipendente U-Report Italia, al fine di esplorare i temi che proprio i giovani in Italia vorrebbero venissero trattati come priorità nel corso della prossima Legislatura.

Contro la discriminazione per l’Unicef bisognerà intervenire sulla povertà minorile: nel 2021, la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 382mila bambini (14,2%, rispetto al 9,4% degli individui a livello nazionale). L’UNICEF chiede di: attuare il Piano Nazionale di Azione sulla Garanzia Europea per l’Infanzia; misurare e monitorare periodicamente i tassi di povertà minorile; dare priorità alla prevenzione e al contrasto della povertà minorile nei Piani e nelle Strategie nazionali di sviluppo; investire in servizi sociali, educativi, sanitari e culturali di qualità; sull’inclusione dei bambini e adolescenti disabili: a livello globale sono quasi 240 milioni i bambini e gli adolescenti con disabilità; In riferimento all’Italia, nell’anno scolastico 2020/2021 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane sono oltre 300 mila (pari al 3,6% degli iscritti), circa 4mila in più rispetto all’anno precedente. Ma sono ancora troppe le barriere che bambini e adolescenti con disabilità, insieme con le loro famiglie, devono affrontare nel nostro Paese; sui minorenni stranieri non accompagnati: nel 2021, i flussi migratori in Italia hanno registrato 9.500 minori stranieri non accompagnati (MSNA) arrivati via mare attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, oltre il doppio dell’anno precedente. L’UNICEF chiede di: abolire leggi, politiche e prassi discriminatorie nei confronti dei bambini e degli adolescenti; rafforzare la resilienza di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità; coinvolgere le persone minorenni nei processi relativi a questioni che li riguardano; garantire accesso universale all’istruzione.

LEGGI ANCHE:  Parco dell'Asinara, vertice ancora vacante.

Per quanto riguarda la salute mentale secondo l’UNICEF a livello globale 1 adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni di età convive con un disturbo mentale diagnosticato; tra questi 89 milioni sono ragazzi e 77 milioni sono ragazze; 86 milioni hanno fra i 15 e i 19 anni e 80 milioni hanno tra i 10 e i 14 anni. Sul tema l’Unicef chiede di aumentare significativamente gli investimenti a lungo termine nei servizi di salute mentale e benessere psicosociale dal momento che, in base ai più recenti dati OCSE, in Italia la spesa pubblica per questo settore è tra le più basse d’Europa; garantire un sistema uniforme e integrato di servizi di assistenza neuropsichiatrica infantile e adolescenziale; promuovere su tutto il territorio nazionale interventi a sostegno della genitorialità consapevole rispetto al tema del benessere mentale; permettere a tutte le bambine, i bambini e gli adolescenti di beneficiare di un supporto per la salute mentale nelle scuole e nelle comunità; garantire, consolidandone la diffusione, i servizi di prevenzione e sostegno psicologico nei contesti educativi e comunitari.

LEGGI ANCHE:  Bilancio e COVID-19: dibattito con i Presidenti Michel e von der Leyen

Sul sostegno all’educazione di qualità, l’Unicef ha ricordato che nell’anno scolastico2019/2020 erano attivi sul territorio nazionale 13.834 servizi per la prima infanzia (circa 500 in più rispetto all’anno precedente) con una copertura dei posti, rispetto ai bambini residenti fino a 2 anni compiuti, del 26,9%, ancora lontana dal parametro del 33% fissato dall’UE; nell’anno scolastico 2020/21 i ragazzi e le ragazze della classe terza della scuola secondaria di primo grado che non hanno raggiunto un livello di competenza almeno sufficiente (i cosiddetti low performer) sono il 39,2% per le competenze alfabetiche (+4,8 punti percentuali rispetto al 2018 e al) e il 45,2% per quelle numeriche (+5,1 punti percentuali rispetto al 2018 e +6,5 punti percentuali rispetto al), con forti divari fra nord e sud Italia. L’UNICEF, pertanto, incoraggia i candidati alle prossime elezioni a rafforzare nell’istruzione la pianificazione e il monitoraggio; sostenere politiche a favore dei bambini e dei minorenni in condizioni di svantaggio e la spesa pubblica attraverso l’utilizzo di strumenti analitici, il dialogo politico e il supporto tecnico; migliorare l’allineamento del sistema educativo con altri settori, come la protezione sociale, la salute, la cultura e il lavoro; migliorare i collegamenti con i sistemi di protezione sociale.

LEGGI ANCHE:  Carcere di Uta, Fausto Piga: "Solidarietà agli agenti feriti".

Sul cambiamento climatico, l’UNICEF ricorda che l’Italia si colloca 6° su 39 Paesi nella classifica generale delle condizioni ambientali che influenzano il benessere dei bambini nei paesi industrializzati. In particolare, l’Italia risulta in una posizione buona (7°) per quanto riguarda “inquinamento dell’aria e dell’acqua e avvelenamento da piombo” e in posizioni medie (16° e 14°) per “sovraffollamento, spazi verdi urbani e sicurezza stradale” e “‘numero di pianeti Terra consumati’, produzione di rifiuti elettronici ed emissioni di CO2 basate sui consumi”. Le maggiori criticità sono legate alla situazione abitativa. Pertanto al futuro Governo è stato chiesto di aumentare gli investimenti per l’adattamento climatico e la resilienza nei servizi chiave per i bambini; ridurre le emissioni di gas serra; fornire ai bambini una formazione sul clima e le competenze verdi; Includere i giovani nei negoziati e decisioni nazionali sul clima; firmare la Dichiarazione Intergovernativa sui bambini, i giovani e l’azione per il clima adottata durante la COP25.

foto comitato Italiano per l’UNICEF