Europa

Politica estera Ue, il Parlamento chiede una svolta: più fermezza su Russia, Ucraina e crisi globali.

Un’Unione europea più assertiva, coerente e capace di difendere i propri interessi in un mondo sempre più instabile. È questa la linea tracciata dal Rapporto annuale 2025 sull’attuazione della Politica estera e di sicurezza comune (PESC), approvato dalla commissione Affari esteri del Parlamento europeo sotto la guida del relatore David McAllister.

Il documento arriva in un contesto segnato da una forte deteriorazione dell’ordine internazionale: la guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, i conflitti in Medio Oriente, l’aumento delle tensioni tra grandi potenze e il ricorso crescente a strumenti ibridi, dalla disinformazione (quella istituzionale ormai sta raggiungendo picchi mai raggiunti) al sabotaggio delle infrastrutture critiche, stanno mettendo sotto pressione la sicurezza europea e il sistema multilaterale fondato sulle regole.

Secondo l’Eurocamera, la PESC deve restare ancorata ai valori fondanti dell’Unione, ovvero democrazia, stato di diritto e diritti umani, ma allo stesso tempo diventare più efficace e credibile, come ricordano i tanti accordi di cooperazione siglati dall’Ue con Paesi terzi lontani dai minimi standard di trasparenza.

Al centro del rapporto, inoltre, c’è l’Ucraina. L’Europarlamento ribadisce che la guerra lanciata da Mosca rappresenta la più grave violazione dell’ordine di pace europeo dal secondo dopoguerra e insiste sulla necessità di sostenere Kiev “fino alla vittoria”, attraverso aiuti politici, economici, finanziari e militari. Viene chiesto un cessate il fuoco immediato e incondizionato, il ritiro delle truppe russe da tutto il territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale e il ritorno dei prigionieri di guerra, dei civili deportati e dei bambini trasferiti illegalmente in Russia. L’Assemblea sollecita inoltre l’istituzione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione e l’utilizzo dei beni russi congelati per la ricostruzione dell’Ucraina.

Il Parlamento rinnova anche la richiesta di inserire la Federazione russa in una lista UE degli Stati sponsor del terrorismo e condanna il ruolo del regime di Aleksandr Lukashenko, accusato di collaborare militarmente con Mosca e di strumentalizzare i flussi migratori per destabilizzare l’Unione.

Ampio spazio è dedicato al Medio Oriente. Il rapporto condanna l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, ma esprime forte preoccupazione per la catastrofe umanitaria a Gaza e per le violazioni del diritto internazionale. L’Eurocamera ribadisce che l’unica soluzione sostenibile resta quella dei due Stati, chiede un cessate il fuoco duraturo, accesso umanitario senza ostacoli e un ruolo più incisivo dell’UE nel processo di pace e nella ricostruzione.

Sul piano globale, il documento mette in guardia dall’asse tra Russia e Cina, definito una delle principali minacce alla sicurezza internazionale. Bruxelles viene invitata a proseguire la strategia di “de-risking” nei confronti di Pechino, riducendo le dipendenze economiche nei settori critici, senza rinunciare al dialogo su dossier globali come clima e salute. Forte anche la condanna delle violazioni dei diritti umani in Cina, dalla repressione degli uiguri nello Xinjiang alla stretta su Hong Kong.

Il Parlamento sottolinea inoltre l’importanza dell’allargamento come investimento strategico per la stabilità del continente, ribadendo che il futuro di Ucraina, Moldova e Balcani occidentali è nell’UE, purché siano rispettati i criteri democratici e lo stato di diritto. Allo stesso tempo, chiede riforme interne all’Unione per garantire la capacità di integrazione e una politica estera più efficace.

Tra le riforme proposte figura anche un superamento graduale dell’unanimità nelle decisioni di politica estera non militari, a favore del voto a maggioranza qualificata, per evitare paralisi e veti incrociati. Il Parlamento sollecita inoltre un rafforzamento del Servizio europeo per l’azione esterna, maggiori risorse per la diplomazia e una strategia di comunicazione più incisiva per contrastare la disinformazione. Su questo ultimo punto se si decidesse di partire dalla trasparenza interna del Parlamento e della Commissione Ue, sarebbe già un buon inizio…

foto Daina Le Lardic Copyright: © European Union 2022 – Source : EP