Mine antiuomo. Gli americani inviano le Claymore, l’Ue si propone per lo sminamento.

In un mondo sempre meno critico potrebbe essere sfuggito l’ultimo annuncio del Consiglio europeo circa lo sminamento umanitario in Ucraina. Un’azione Ue decisamente in controtendenza rispetto alla fornitura militare di mine antiuomo M18A1 Claymore inviate in Ucraina dall’Amministrazione Biden: ricordiamolo, partner Ue nella guerra in Ucraina.

Se da una parte, infatti, si inviano le mine antiuomo per sostenere lo sforzo bellico “per la difesa dell’Ucraina”, alla faccia della Convenzione internazionale per la proibizione dell’uso, stoccaggio, produzione, vendita di mine antiuomo e relativa distruzione del 1997, meglio nota come Trattato di Ottawa (non sottoscritto dai “democratici” Stati Uniti), l’Ue con il suo Consiglio si mette a disposizione per le operazioni di sminamento senza, peraltro, stigmatizzare l’azione degli Stati Uniti d’America.

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Da rilevare ancora, restando sul tema, l’incoerenza dello stesso Governo di Kiev che, nonostante risulti essere firmatario della stessa convenzione di Ottawa dal 1999 (nonché ratificatore del Trattato nel 2005), ha ampiamente utilizzato tali forniture sul campo di battaglia. Si sà, in tempi di guerra non si guarda in faccia a nessuno, benché meno alla coerenza.

Modus operandi, quello agito dai partner coinvolti nella “guerra per corrispondenza” contro la Russia, reso ancora più paradossale ripercorrendo le stesse conclusioni del Consiglio europeo dello scorso 27 ottobre 2023, nelle quali si dichiara che “l’Unione europea resta determinata a sostenere, in coordinamento con i partner internazionali, la riparazione, la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina, compreso il processo di sminamento”.

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Parafrasando il simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile, Penelope, se gli USA mandano le mine antiuomo, l’Ue si propone per le operazioni di sminamento. Uno fa, l’altro disfa.

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