Materie prime critiche: la proposta del Parlamento europeo per garantire la sovranità dell’UE.

Partenariati con Paesi terzi sulle materie prime critiche e ridurre la burocrazia. Sono queste le principali direttive sulle quali si snoda il piano concordato dagli eurodeputati e il Consiglio per aumentare l’approvvigionamento di materie prime strategiche e, quindi, la sovranità dell’Ue contro le minacce provenienti specialmente dai Big player mondiali USA e Cina. Specialmente la politica commerciale e industriale cinese, sempre più aggressiva, sta portando a un monopolio di fatto in materia di estrazione e lavorazione del cobalto, litio e altre materie prime sempre più imprescindibili con lo spostamento globale verso le energie rinnovabili e la digitalizzazione delle economie e delle società.

Secondo il progetto legislativo saranno istituiti nuovi incentivi economici e un quadro imprenditoriale più stabile e sicuro per la realizzazione di progetti di estrazione e riciclo dei materiali critici, con procedure di autorizzazione più rapide e semplici.

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In particolare, i deputati europei, nel corso dei negoziati, hanno sottolineato l’importanza di garantire partenariati strategici tra l’UE e i Paesi terzi sulle materie prime critiche, al fine di diversificare l’approvvigionamento dell’UE. “Bisogna aprire la strada a partenariati a lungo termine mirati al trasferimento di conoscenze e tecnologie, formazione e miglioramento delle competenze, sostenendo nei Paesi terzi migliori condizioni di lavoro e di reddito, nonché procedure di estrazione e lavorazione dei materiali in linea con i migliori standard ecologici”, si legge nella nota dei negoziatori.

I deputati hanno inoltre spinto per una maggiore attenzione alla ricerca e all’innovazione riguardo ai materiali sostitutivi e ai processi di produzione che potrebbero sostituire le materie prime nelle tecnologie strategiche. I deputati insistono inoltre sulla necessità di ridurre la burocrazia per le imprese, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI).

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“L’accordo – spiega l’eurodeputato Nicola Beer di Renew Europe – rappresenta un progetto di politica industriale per un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime in Europa. Con incentivi economici mirati creiamo certezza nella pianificazione dei progetti per gli investitori privati, attraverso punti di contatto unici per le aziende e procedure di autorizzazione rapide e semplici con scadenze chiare per le autorità nazionali. Ciò stimolerà l’estrazione, la lavorazione e il riciclo in Europa”.

L’accordo informale dovrà ora essere approvato sia dal Parlamento che dal Consiglio per diventare legge. La decisione sarà messa ai voti in commissione Industria, ricerca ed energia il 7 dicembre 2023.

foto Alex10 da Pixabay.com