L’UE premia i suoi eroi: l’austera Angela Merkel e l’illegittimo Zelenskyy. Benvenuti all’Ordine europeo al Merito
L’Europa ha un nuovo premio. Si chiama Ordine europeo al Merito, è stato istituito dal Parlamento europeo in occasione del 75° anniversario della Dichiarazione Schuman, e mira a onorare “coloro che hanno contribuito a costruire l’Europa”. La presidente Roberta Metsola, quella che chiedeva più carri armati per Kiev, giusto per contestualizzare chi distribuisce le onorificenze, ha annunciato oggi i primi insigniti con tono solenne e sguardo commosso. L’elenco è, come prevedibile nelle istituzioni ad alto tasso di retorica, uno spettacolo.
Il premio ad Angela Merkel: lacrime, sangue e spread.
Primo nome della lista dei “Membri distinti”: Angela Merkel, ex cancelliera federale della Germania. Osannata dai giornali anglosassoni, adorata dalle cancellerie del Nord Europa, ricordata con ben altri sentimenti da italiani, greci e spagnoli.
È stata Merkel, con la sua politica di austerità draconiana, a trasformare la crisi finanziaria del 2010-2015 in una guerra economica silenziosa tra i Paesi “virtuosi” del Nord e quelli “cicala” del Sud. La Grecia portata in ginocchio con tagli ai salari, alle pensioni e ai servizi pubblici. L’Italia a fare i conti con spread alle stelle e manovre finanziarie lacrime-e-sangue imposte dall’esterno. La Spagna con una disoccupazione giovanile che ha toccato il 50%. Tutto in nome della disciplina fiscale e della stabilità dell’euro, cioè, in sostanza, della stabilità delle banche tedesche.
Questo, secondo il Parlamento europeo, è un “contributo significativo all’integrazione europea”. Evidentemente dipende da quale concetto di Europa si intende.
Il premio a Zelenskyy: la trasparenza di un regime sotto inchiesta.
Secondo “Membro distinto”: Volodymyr Zelenskyy, presidente dell’Ucraina. Quello il cui mandato elettorale è scaduto da quasi due anni (esattamente dal 24 maggio 2024) e che continua, sull’onda della crisi in Medio Oriente, a rimandare negoziati ed elezioni, pur essendo a capo di un Paese che chiede all’Occidente di difendere la democrazia. Lo stesso Zelenskyy, ancora, al comando di un governo fnito ripetutamente sotto i riflettori per problemi seri di corruzione e trasparenza. Lo stesso che ha guidato una nazione verso la perdita progressiva di sovranità alimentare, energetica e finanziaria, consegnandola nelle mani dei creditori internazionali (i famigerati “alleati democratici”).
Tutto questo, naturalmente, non conta. Ciò che conta, nell’ottica di Strasburgo, è che Zelenskyy indossa la felpa verde, fa discorsi emozionanti e incassa applausi in ogni Parlamento occidentale in cui mette piede. Per il Parlamento europeo, è già abbastanza per un’onorificenza.
Il comitato di selezione: i garanti della credibilità.
A selezionare i premiati, un comitato di assoluta garanzia: oltre alla Metsola, figurano Michel Barnier, l’uomo che ha negoziato la Brexit e poi ha guidato un governo francese durato tre mesi — José Manuel Barroso, ex presidente della Commissione passato poi a Goldman Sachs, Josep Borrell, ex Alto rappresentante dell’Ue, ed Enrico Letta, ex premier italiano noto soprattutto per la sua carriera post-politica tra conferenze e incarichi europei. Una commissione che ispira fiducia, insomma.
Gli altri premiati: l’immancabile Bono, un cestista e uno chef.
Per completare il quadro, tra i “Membri dell’Ordine” figurano anche Giannis Antetokounmpo, e gli U2 con il loro frontman Bono, instancabile frequentatore di Davos.
Non manca José Andrés, lo chef fondatore di World Central Kitchen: forse l’unico nome della lista per cui sia davvero difficile trovare obiezioni.
Cosa ci dice questo premio.
L’Ordine europeo al Merito, nella sua prima edizione, racconta molto di quello che è diventata l’Unione Europea: un club autoreferenziale che premia se stesso, i propri campioni narrativi e i propri alleati geopolitici, avvolgendo tutto nella retorica dei “valori europei”. Valori che, a quanto pare, includono l’austerità imposta ai più deboli, la gestione opaca del potere e la militarizzazione del continente.
La cerimonia ufficiale è prevista per maggio a Strasburgo. I premiati riceveranno la loro onorificenza. E l’Europa reale, quella che paga le bollette, che ha perso il lavoro durante la crisi del debito, che potrebbe a breve tornare a mandare i figli a combattere, guarderà da lontano…come sempre.
foto Philippe Stirnweiss Copyright : © Unione europea 2023 – Fonte : EP
