27 Ottobre 2026
Europa

L’Iran accusa gli Usa: “L’attacco alla scuola elementare è un crimine di guerra”

Si apre un nuovo fronte nello scontro diplomatico tra Washington e Teheran. L’Iran ha respinto con forza la versione americana su un attacco missilistico che avrebbe colpito la scuola elementare Shajareh Tayyebeh nella città meridionale di Minab, definendo la spiegazione fornita dal Comando Centrale americano (CENTCOM) una “fabbricazione priva di qualsiasi fondamento”.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha attaccato direttamente il CENTCOM, che aveva sostenuto come l’istituto scolastico si trovasse all’interno di una base missilistica dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), rendendo l’episodio , nelle parole dell’ammiraglio Brad Cooper davanti a una commissione della Camera, più complesso del solito. Cooper, nell’occasione, aveva promesso piena trasparenza al termine delle indagini.

Per Teheran, però, non ci sono zone d’ombra. Secondo le autorità iraniane, il raid del 28 febbraio scorso avrebbe ucciso oltre 170 persone, per la maggior parte bambini. “Gli americani stanno tentando di oscurare la brutale realtà degli attacchi missilistici del 28 febbraio, che hanno causato il massacro di oltre 170 scolari e dei loro insegnanti”, ha dichiarato Baqaei sul social network X.

Il portavoce ha quindi qualificato l’attacco come “una grave violazione del diritto internazionale umanitario” e un “crimine di guerra”, chiedendo che i responsabili militari e politici americani “siano pienamente chiamati a rispondere davanti al diritto internazionale”. “Colpire un istituto scolastico attivo durante l’orario delle lezioni è un crimine di guerra”.

foto hosny salah da Pixabay.com