Lavoro e attività produttive. Prosegue il ciclo di audizioni sulla legge quadro

Oggi, in seduta congiunta, si sono riunite le commissioni “Lavoro e Cultura” e “Attività Produttive” per l’esame del Disegno di legge n. 162 “Legge quadro sulle azioni di sostegno al sistema economico della Sardegna e a salvaguardia del lavoro a seguito dell’emergenza Covid-19”. Durante la seduta in Consiglio regionale sono stati auditi i rappresentanti regionali di Confindustria, Confapi, Confcommercio e Confesercenti . Un’occasione privilegiata per i membri del Consiglio regionale, per entrare nel merito delle istanze del mondo dell’impresa e, in particolare, degli imprenditori, senza i quali ogni ipotesi di sviluppo rischierebbe di tradursi in un mero esercizio filosofico… intelligenti pauca!

Per Maurizio de Pascale, Presidente di Confindustria Sardegna, la legge quadro rappresenta “un buon provvedimento perchè rimette al centro il lavoro e l’impresa nella sfida verso la ripartenza del sistema economico sardo. Fino ad oggi avevamo assistito a interventi assistenziali, che, come sappiamo, non creano sviluppo e occupazione di qualità, oltre a portare in direzione di una disaffezione al lavoro e al valore della produttività”.

“L’assistenzialismo – ha proseguito il Presidente de Pascale – rappresenta il tentativo degli organismi dello Stato di impadronirsi del mercato e dell’economia. Azione che da sempre ha prodotto risultati inefficaci nel nostro Paese. Ultimo tra i tanti casi quello di Alitalia. Un modus operandi che se riproposto in un’economia fragile come la nostra può provocare conseguenze irreparabili”.

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Maurizio de Pascale, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Maurizio de Pascale, foto Sardegnagol riproduzione riservata

“La seconda e la quinta Commissione dovrebbero procedere ad un’approfondita riflessione sui piani formativi professionali, attualmente circoscritti prevalentemente al mondo delle microimprese. Bisogna capire che nelle piccole aziende, dove in capo allo stesso dipendente pendono spesso diverse mansioni, non c’è possibilità di dedicare il giusto tempo alla formazione professionale. Bisogna, pertanto, estendere la platea dei possibili beneficiari, includendo anche le aziende di maggiori dimensioni, altrimenti si rischia di creare una struttura foriera di scarsi risultati”.

Idee chiare anche sul rapporto tra imprese e mondo universitario, quest’ultimo frequentemente additato come il principale responsabile di una formazione accademica non in linea con le esigenze del mercato del lavoro: “Ho una visione molto laica del rapporto imprese-università. Vorrei ci fosse un migliore collegamento tra l’università e l’impresa, ma bisogna lavorare sulla chiusura e impermeabilità del mondo dell’università. E’ necessario capire che i corsi di specializzazione devono essere scelti sulla base delle esigenze del territorio, nel caso della Sardegna, per fare un esempio, sul turismo”.

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Durante i lavori della seconda e quinta commissione è intervenuto anche Roberto Bolognese, Presidente regionale di Confesercenti: “L’emergenza Covid-19 ha destabilizzato la nostra Regione e provocato una spaventosa contrazione del Pil. Proprio per questo chiediamo più attenzione per il piccolo commercio: un sostegno che vada al di là dei contributi a pioggia e che dia un chiaro segnale alle circa 100000 buste paga rappresentate dal settore in Sardegna”.

Roberto Bolognese, foto Sardegnagol riproduzione riservata“Storicamente il commercio – ha proseguito Bolognese – non ha mai ricevuto particolare attenzione. Un paradosso se pensiamo che su 155mila imprese iscritte nelle Camere di Commercio della Sardegna, sono circa 38500 quelle rappresentate dal commercio; aziende con una spiccata propensione alla microimpresa e alla conduzione familiare. Commercianti che si sono pesantemente esposti ancor prima dell’inizio della pandemia: pensiamo ai commercianti di abbigliamento che hanno acquistato le collezioni primaverili e al danno provocato a causa delle limitazioni contenute nelle disposizioni di legge degli ultimi 3 mesi”.

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“Alla Regione Sardegna noi suggeriamo due proposte a costo zero: il congelamento delle concessioni delle licenze di commercio, per un periodo limitato, e di creare all’interno dell’azione R(ESISTO) un’avviso specifico per le piccole aziende, che come sappiamo costituiscono circa il 95% delle aziende in Sardegna. Non ci sono più margini di sopportazione per gli esercenti sardi. La Regione deve agire con la massima tempestività e risolutezza per scongiurare ulteriori chiusure e l’esplosione del commercio abusivo. I dati precovid ci dicono che in Sardegna nel 2019 hanno chiuso 2700 aziende, circa 7 al giorno. In previsione quante cesseranno l’attività nei prossimi tempi?” , ha concluso il Presidente di Confesercenti Sardegna.

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