31 Ottobre 2026
Politica

Insularità, il Pd presenta una riforma costituzionale per blindare i seggi di Sardegna e Sicilia

Una soglia di salvaguardia per impedire che lo spopolamento faccia perdere a Sardegna e Sicilia peso in Parlamento. È il cuore del disegno di legge costituzionale depositato dai senatori del Partito democratico Marco Meloni e Antonio Nicita, che interviene sugli articoli 56 e 57 della Carta. Secondo la proposta, il numero di senatori e deputati eletti nelle due isole non potrà scendere sotto quello risultante dalla ripartizione basata sul censimento 2021.

“Lo spopolamento non può condannare la Sardegna e la Sicilia a perdere progressivamente rappresentanza in Parlamento”, affermano i due parlamentari in una nota congiunta.

Alla base dell’iniziativa c’è quello che definiscono un circolo vizioso: distanze, costi dei trasporti, carenza di servizi e minori opportunità di lavoro e di studio alimentano la bassa natalità e una crescente emigrazione, soprattutto giovanile. Nessun accenno, invece, alle politiche di scarso impatto per il contrasto allo spopolamento e per l’inclusione dei giovani osservate da Legislature (compresa la XV e la XVII con lo stesso PD al Governo) in Sardegna.

Meloni e Nicita però hanno tenuto a precisare i confini della proposta: resta il criterio demografico, ma viene introdotta una tutela contro future riduzioni della rappresentanza. “Il testo, sottolineano, non ripristina il numero di seggi precedente al taglio dei parlamentari e non aumenta il totale di deputati e senatori”.

Per i due senatori, la riforma darebbe “concreta attuazione”, anche sul piano della rappresentanza, al principio di insularità, entrato in Costituzione nel 2022. Un principio che, accusano, è rimasto inattuato in questa legislatura nazionale “per responsabilità del governo e della maggioranza di destra”.

Nel frattempo, disegni di legge a parte, con l’attuale “qualità” della classe dirigente regionale in Sardegna e l’incapacità dei parlamentari sardi di essere “seriamente coesi” sulle questioni regionali a Roma, una riduzione dei seggi per l’Isola non sembra poi essere questa grande punizione.

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