14 Marzo 2026
Sardegna

Maxi piantagione di marijuana nel Nuorese: quattro arresti

I Carabinieri del Comando provinciale di Nùoro hanno smantellato una delle più grandi piantagioni di marijuana mai rinvenute e sequestrate in Italia, dando esecuzione, nella mattinata odierna, a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone. Il provvedimento è stato emesso dal GIP del Tribunale di Nùoro, su richiesta della locale Procura della Repubblica. Una quinta persona è stata invece deferita in stato di libertà.

I cinque indagati, residenti nei comuni di Orani, Silanus e Buddusò, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di produzione di sostanze stupefacenti in concorso.

L’operazione è il risultato di una complessa attività investigativa avviata sul territorio dal Reparto Squadriglie e successivamente sviluppata dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando provinciale di Nùoro.

Nel luglio scorso, al termine di mirati servizi di controllo nelle campagne della provincia, i militari avevano individuato in agro di Orani una vasta piantagione di cannabis indica: oltre 40.000 piante coltivate e circa 13.000 piante in fase di essiccazione, per un peso complessivo di circa 3,5 tonnellate. Secondo le stime, la sostanza sequestrata avrebbe prodotto circa 370 chilogrammi di principio attivo, equivalenti a 15 milioni di dosi, con un potenziale guadagno illecito di circa 31 milioni di euro.

Le dimensioni del sequestro risultano particolarmente rilevanti anche nel confronto con i dati nazionali. Dalla relazione annuale del Ministero dell’Interno – Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (DCSA) 2025, riferita ai dati del 2024, emerge infatti che il numero di piante sequestrate rappresenta circa un quarto dell’intera produzione regionale di canapa del 2024 e circa un sesto della produzione nazionale nello stesso periodo. Un dato ancora più significativo se si considera che il quantitativo rinvenuto supera quello complessivamente sequestrato nel 2024 in Calabria, seconda regione italiana dopo la Sardegna per questo tipo di coltivazioni illecite.