31 Ottobre 2026
Politica

Sanità, Meloni: “Niente medici di serie A e di serie B. Gli incentivi valgano per tutti, o sarà fuga verso il privato”

Incentivi sì, ma non a discapito di chi in quei territori lavora già. È il messaggio che il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Corrado Meloni rivolge alla presidente della Regione Alessandra Todde, dopo l’annuncio delle misure per attirare personale sanitario nelle sedi disagiate dell’isola.

Il provvedimento prevede un contributo di 2mila euro lordi per i professionisti che sceglieranno di trasferirsi in queste aree, oltre al rimborso delle spese di vitto e alloggio. Una misura che Meloni non boccia, ma che a suo giudizio rischia di creare una frattura nel sistema. “Bene gli incentivi, ma devono valere per tutti i professionisti, non solo per i nuovi. Il rischio è la discriminazione e la mortificazione di chi è già assunto, con la conseguente fuga dalla sanità pubblica”, afferma l’esponente di FdI, che dice di farsi portavoce delle lamentele di medici e operatori in servizio nei presidi periferici.

Nel mirino finisce la scelta di escludere chi, ogni giorno, raggiunge quelle località senza alcun riconoscimento economico. “Forse la Presidente-Assessore dimentica tutti quei medici e operatori sanitari che, ogni santo giorno, raggiungono quei luoghi senza ricevere alcun incentivo e che hanno garantito la tenuta del sistema”, sottolinea Meloni.

Secondo il consigliere, la carenza di personale non può essere affrontata “generando medici di serie A e medici di serie B”. Il timore è che il malcontento interno comprometta la serenità lavorativa dei medici strutturati, le cui professionalità e retribuzioni verrebbero “surclassate dallo “straniero” di turno”.

Da qui l’appello a ripartire le risorse in modo equo, includendo chi già presta servizio: “Il giuramento di Ippocrate è uguale per tutti”. Il Servizio sanitario regionale, avverte Meloni, è ormai “prossimo all’implosione”, e chi opera in zone disagiate ha diritto a un riconoscimento anche sul piano retributivo.