Immigrazione: i dieci punti di ‘Ursula’.

Non avendo combinato granchè negli ultimi 5 anni per apportare miglioramenti sulla gestione dei migranti, ieri la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, (a pochi mesi dalla scadenza del mandato) ha stilato un piano in 10 punti per Lampedusa.

Azioni immediate, secondo la von der Leyen, da realizzarsi “nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e degli obblighi internazionali”, a partire dal sostegno all’Italia da parte dell’Agenzia dell’Unione europea per l’asilo (EUAA) e della guardia di frontiera e costiera europea (Frontex) per gestire l’elevato afflusso di migranti, al fine di garantire la registrazione degli arrivi, il rilevamento delle impronte digitali, il debriefing e l’indirizzamento verso le autorità competenti.

Ancora, attraverso il sostegno al trasferimento delle persone fuori da Lampedusa, anche verso altri Stati membri, avvalendosi del meccanismo volontario di solidarietà e prestando particolare attenzione ai minori non accompagnati e alle donne. Aspetto che ha già rilevato il ‘no’ della Francia, come confermato dal ministro dell’Interno, Gérald Darmanin.

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Insomma, un piano che prima ancora dello scoccare della 24esima ora dal suo varo sta già rilevando notevoli difficoltà di applicazione. Nulla di nuovo, guardando al pregresso dell’azione di questa Commissione.

Un piano, inoltre, che dovrebbe rafforzare i rimpatri, avviando rinnovati e concertati contatti con i principali Paesi di origine dei nuovi arrivi, vale a dire Guinea, Costa d’Avorio, Senegal e Burkina Faso, in modo da migliorare la cooperazione e facilitare la riammissione, e aumentare il sostegno da parte di Frontex, anche per quanto riguarda la formazione e lo sviluppo delle capacità, per garantire la rapida attuazione dei rimpatri.

Da capire, inoltre, come sarà garantita la prevenzione delle partenze e l’istituzione di partenariati operativi con i Paesi di origine e di transito per la lotta al traffico di migranti. Ciò include la possibilità di un accordo di lavoro tra la Tunisia e Frontex e una task force di coordinamento all’interno di Europol incentrata sulla lotta al traffico di migranti lungo la rotta verso la Tunisia e poi verso Lampedusa. 

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Tra gli altri punti di Ursula, il rafforzamento della sorveglianza di frontiera aerea e marittima, anche attraverso Frontex, lo studio di opzioni per espandere le missioni navali nel Mediterraneo e l’adozione di misure per limitare l’uso di imbarcazioni non idonee alla navigazione.

Spazio poi all’aumento delle campagne di sensibilizzazione e comunicazione per scoraggiare le traversate del Mediterraneo, l’attuazione del protocollo d’intesa Ue-Tunisia e l’intensificazione della cooperazione con l’UNHCR e l’OIM per adottare un approccio globale basato sulle rotte al fine di garantire la protezione lungo il percorso e aumentare il rimpatrio volontario assistito dai paesi di transito.

Nel frattempo, comunque andrà questo “urlo del cigno” della von der Leyen, già da adesso si può scorgere con grande facilità l’inconsistenza delle promesse dei partiti sovranisti e antieuropeisti italiani, a partire da Fratelli d’Italia e Lega Salvini, entrambi capaci di dimostrare quanto gli slogan non possano risolvere le questioni complesse. Sono ormai lontani i tempi in cui all’opposizione la Giorgia chiedeva “il blocco navale” ed esponenti leghisti si ergevano ad attivisti contro l’immigrazione nei diversi porti italiani.

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foto https://ec.europa.eu/commission/