Il gattopardismo della Commissione sugli sms tra Ursula e il CEO di Pfizer.

Ambiguità istituzionale, mancanza di trasparenza e tanti miliardi di euro per l’acquisto dei vaccini anti-Covid-19. E’ quanto rimarcato recentemente da alcuni eurodeputati del gruppo Identità e Democrazia*, intervenuti per chiedere alla Commissione europea di riferire circa la pubblicazione degli sms scambiati dalla Presidente Ursula von der Leyen con Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer, sull’acquisto di vaccini contro il coronavirus.

Una richiesta, avanzata lo scorso 22 giugno 2022 dalla Mediatrice europea, Emily O’Reilly, ritenendo “problematica su diversi punti” la risposta della Commissione concernente il suo rifiuto di trasmettere alla stampa gli SMS oggetto della conversazione.

Lo scorso gennaio la Mediatrice aveva chiesto al gabinetto della Presidente von der Leyen di effettuare una ricerca più approfondita per ritrovare tali messaggi, stabilendo, ricordano i firmatari dell’interrogazione, che questo modo di agire “non rispondeva alle aspettative in materia di trasparenza” e che “nel complesso dell’inchiesta, avviata dal 16 settembre 2021, la Commissione si rifiuta chiaramente di collaborare.

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“Questo atteggiamento è ambiguo, tenuto conto dei miliardi di euro spesi dal contribuente europeo per l’acquisto di vaccini”, chiosano gli eurodeputati.

Sul tema è intervenuta la Vicepresidente della Commissione, Věra Jourová, la stessa che aveva dichiarato che i messaggi erano stati cancellati a causa della loro “natura effimera”: “La Commissione si è impegnata a rispettare standard elevati di trasparenza e apertura, garantendo la massima trasparenza possibile sia per quanto riguarda i negoziati che ha condotto con le imprese per l’acquisto di vaccini sia per quanto riguarda l’esito di tali negoziati. Nella
sua risposta del 27 giugno 2022 – ha aggiunto la vice presidente -, la Commissione ha confermato che la ricerca di messaggi di testo pertinenti in possesso dell’istituzione, rientranti nell’ambito della domanda di accesso ai documenti e rispondenti ai criteri di gestione dei registri, non ha prodotto alcun risultato”.

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“La Commissione – conclude – desidera sottolineare di aver pienamente cooperato con i servizi della Mediatrice nel corso di tale inchiesta, anche incontrando i rappresentanti dell’ufficio della Mediatrice e fornendo tutta la documentazione richiesta”.

Sullo sfondo della richiesta, pesa anche la decisione del New York Times che, lo scorso mese di febbraio 2023 ha deciso di portare la Commissione Europea in tribunale per non aver reso pubblico lo scambio di messaggi tra la presidente, Ursula von der Leyen, e il Ceo di Pfizer Albert Bourla, riguardo il negoziato che ha portato all’acquisto delle dosi di vaccino per il Covid. Il quotidiano, nell’occasione, ha sostenuto che la Commissione aveva l’obbligo di rendere pubblici i messaggi, in nome della trasparenza, perché potrebbero contenere informazioni utili legate all’acquisizione per miliardi di dollari di dosi di vaccino.

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*Jean-Lin Lacapelle (ID), Filip De Man (ID), Annika Bruna (ID), Sylvia Limmer (ID), Herve Juvin (ID), Gilles Lebreton (ID), Jean-Paul Garraud (ID), Virginie Joron (ID), Gunnar Beck (ID), Jaak Madison (ID), Gianantonio Da Re (ID), Maximilian Krah (ID), France Jamet (ID) .

foto rappresentanza Commissione in Italia