9 Agosto 2026
Europa

Gli Usa colpiscono il sud dell’Iran… e parlano di “autodifesa”

Gli Stati Uniti hanno condotto una serie di attacchi nel sud dell’Iran, definendoli operazioni di “autodifesa” per proteggere le proprie truppe da minacce poste dalle forze di Teheran. Lo ha reso noto il portavoce del Comando Centrale americano (CENTCOM), il capitano Tim Hawkins, in una dichiarazione rilasciata a Fox News.

“Le forze statunitensi hanno condotto attacchi di autodifesa nel sud dell’Iran per proteggere i nostri militari dalle minacce poste dalle forze iraniane”, ha dichiarato Hawkins, precisando che gli obiettivi colpiti includevano siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane impegnate nel posizionamento di mine.

Esplosioni a Bandar Abbas, Sirik e Jask.

I media iraniani hanno riferito che diverse esplosioni sono state udite nella città portuale di Bandar Abbas e nelle aree limitrofe di Sirik e Jask, lungo la costa del Golfo. L’agenzia semi-ufficiale Fars ha riportato le testimonianze di residenti locali, sottolineando che la provenienza esatta dei boati non era immediatamente accertabile.

Secondo la stessa agenzia, aerei statunitensi e israeliani avrebbero colpito navi iraniane a sud dell’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz, causando la morte di “diversi cittadini iraniani”. Alcuni media parlano di quattro vittime, ma il bilancio ufficiale non è stato confermato.

Un accordo in bilico a causa di Washington.

Gli attacchi si inseriscono in uno scenario regionale di estrema fragilità. Il 28 febbraio scorso, Stati Uniti e Israele avevano lanciato offensive a sorpresa contro l’Iran, scatenando una risposta di Teheran con ondate di droni e missili. L’Iran aveva contestualmente chiuso lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale, mandando in fibrillazione i mercati energetici globali.

Un cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, era entrato in vigore l’8 aprile, ma i negoziati successivi ad Islamabad non hanno prodotto un accordo definitivo. Il presidente Donald Trump ha poi prorogato la tregua a tempo indeterminato, mantenendo però il blocco navale sui porti iraniani.

Rubio: “Ancora due giorni per chiudere”.

Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato Marco Rubio , che ricopre anche il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale , ha dichiarato ai giornalisti, a bordo dell’aereo diretto a Nuova Delhi, che l’intesa è ormai delineata nelle sue linee fondamentali, ma richiede ancora qualche giorno di lavoro.

“C’è un forte allineamento su come dovrebbe essere la bozza preliminare. Ma come sempre in questi casi, anche una singola parola, una frase, può richiedere tempo”, ha spiegato.

Rubio ha ribadito che il tentativo iraniano di imporre pedaggi sullo Stretto di Hormuz è “illegale, insostenibile e inaccettabile”. “Nessun paese al mondo è favorevole a quel sistema di pedaggi, tranne il regime iraniano. Lo Stretto deve restare aperto, senza impedimenti e senza tariffe”, ha sottolineato.

Il Qatar smentisce i 12 miliardi.

Nel frattempo, il Qatar ha respinto con fermezza le indiscrezioni secondo cui avrebbe offerto 12 miliardi di dollari all’Iran per favorire la conclusione di un accordo con Washington. Il portavoce del ministero degli Esteri, Majed Al Ansari, ha definito quelle notizie “del tutto infondate”, accusando soggetti terzi di voler “sabotare l’accordo e minare gli sforzi diplomatici”.

foto www.war.gov