Creme solari: una settimana al mare può costare 152 euro
Buone notizie per chi si prepara alle vacanze: tutte e 14 le creme solari SPF 50+ per bambini e famiglie sottoposte a test di laboratorio da Altroconsumo hanno superato le prove di efficacia, dimostrando di proteggere davvero la pelle dai raggi UVB e UVA come dichiarato in etichetta. Un risultato tutt’altro che scontato.
Non è andata così bene per altri prodotti già testati in precedenza: la Vichy Capital Soleil Crema Viso Vellutata 50+ e la Bilboa Coccobello Olio Spray 30 , rimaste in commercio con la stessa formula , non garantiscono la protezione promessa. Entrambe sono state segnalate nuovamente al Ministero della Salute. “Quando il livello di protezione risulta inferiore a quello dichiarato, il prodotto dà una falsa percezione di sicurezza al consumatore”, spiegano i ricercatori, che chiedono al Ministero controlli preventivi indipendenti, visti i casi di non conformità che si ripresentano ogni anno.
La sorpresa del test riguarda il rapporto qualità-prezzo: i prodotti più efficaci non sono affatto i più cari. I “Migliori Acquisti” individuati , Bilboa Bimbi da spiaggia 50+ e Nivea Sun Babies & Kids Sensitive Protect 5in1 50+ , si trovano al supermercato a circa 62 euro al litro e offrono una protezione eccellente. Scegliendo invece uno dei solari più costosi, venduti in farmacia o profumeria, si può arrivare a spendere più del doppio per la stessa efficacia.
Quanti genitori comprano un solare per sé, uno “kids” per i bambini e uno specifico per il viso? Quasi tutti. Eppure, secondo i risultati del test, è uno spreco: dal punto di vista della protezione, non esiste differenza sostanziale tra solari per adulti e per bambini, né tra prodotti per viso e corpo. Le linee dedicate ai più piccoli tendono a evitare fragranze allergeniche, ma ormai anche i solari generici ad alto SPF seguono la stessa direzione. Il packaging colorato con i personaggi animati, insomma, risponde più a logiche di marketing che a reali differenze nella formula.
Stesso discorso per i solari viso: costano in media 400 euro al litro contro i 107 delle creme bambini SPF 50+. La differenza? Soprattutto la texture più leggera, irrilevante sotto l’ombrellone.
Una famiglia di due adulti e un bambino in età scolare, per una settimana al mare con sei ore quotidiane di esposizione e quattro applicazioni al giorno a testa, può arrivare a spendere 152 euro di sola crema solare , circa 22 euro al giorno. Scegliendo i prodotti più costosi, la cifra raddoppia abbondantemente.
Il punto critico è la quantità: per avere la protezione dichiarata in etichetta servono circa sei cucchiaini da tè di crema per tutto il corpo a ogni applicazione. Nella pratica, molti consumatori ne usano un quarto, riducendo drasticamente l’efficacia dello schermo solare.
Nessuna crema dura tutto il giorno. Sudore, bagni, attività fisica e il semplice trascorrere del tempo erodono la protezione indipendentemente dall’SPF. La regola è riapplicare almeno ogni due ore e sempre dopo ogni bagno , anche se il prodotto riporta la dicitura “water resistant”, che significa solo che resiste all’acqua per un certo periodo, non che protegge ancora dopo l’uscita dal mare. Attenzione anche alle zone dimenticate: orecchie, collo, dorso di mani e piedi.
Per chi sceglie il formato spray , molto usato con i bambini , la raccomandazione è non vaporizzare mai direttamente sul viso per il rischio di inalazione: meglio spruzzare sulla mano e poi applicare.
Sul fronte degli ingredienti, i risultati sono in gran parte rassicuranti: nessuno dei prodotti testati contiene i principali filtri solari sospettati di interferire con il sistema endocrino, né conservanti controversi come propilparabene e butilparabene. Un solo prodotto , Leocrema Bimbi Tripla Protezione SPF 50+ , contiene octocrilene, un filtro associato a fenomeni di fotosensibilizzazione e con un impatto particolarmente negativo sull’ecosistema marino: per questo ha ricevuto una penalizzazione nel giudizio complessivo.
L’esperta di prodotti cosmetici Eden Lorenzetti chiarisce un equivoco diffuso: i solari con filtri minerali (ossido di zinco e biossido di titanio) non sono necessariamente più sicuri di quelli con filtri chimici, come spesso si crede. Anzi, nei test i prodotti ad alto SPF formulati solo con filtri minerali faticano spesso a raggiungere livelli di protezione elevati. “I danni causati da un’esposizione solare non protetta sono certi e ben documentati”, avverte. “La scelta deve basarsi sull’efficacia reale, senza allarmismi”.
foto Alessio meli
