Cookie Consent by FreePrivacyPolicy.com Gioco d'azzardo, Paola Binetti: "Dati preoccupanti. Questo Paese evidentemente non è una nazione per giovani". - Sardegnagol

Gioco d’azzardo, Paola Binetti: “Dati preoccupanti. Questo Paese evidentemente non è una nazione per giovani”.

Crescono, sulle ‘ali’ della pandemia, le dipendenze dei giovani italiani. Un fenomeno devastante per il futuro della nazione affrontato dalle principali istituzioni del Paese attraverso una carente azione di coordinamento tra gli interventi normativi, senza parlare – cosa più grave – del grande conflitto d’interesse dello Stato, che, attraverso il Monopolio, gestisce il gioco d’azzardo in Italia.

“Un evidente e clamoroso conflitto di interesse – ha ricordato la senatrice Paola Binetti -, per cui da un lato il Governo guadagna molto dal gioco e dall’altro tenta di ridurre gli effetti più clamorosi della dipendenza che contribuisce a sviluppare. Per ovviare, solo molto molto parzialmente, a questa situazione paradossale, è stato stabilito un fondo, coperto dalle entrate fiscali relative al gioco d’azzardo, gestito dal Ministero della Salute per contrastare gli effetti della dipendenza dall’azzardo”. Un paradigma a dir poco paradossale eufemisticamente parlando.

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“Non c’è dubbio – prosegue la senatrice dell’UDC – sul fatto che gli adolescenti siano tra i più colpiti da questa prolungata pandemia, che rende difficile andare a scuola, fare sport, ritrovarsi per le classiche feste giovanili. Contestualmente è aumento il livello delle dipendenze che la casistica più tradizionale e il lessico comune portano a ricondurre all’abuso, da parte di soggetti, per lo più vulnerabili, di sostanze stupefacenti o di bevande alcoliche. Quella connessa ai diversi giochi d’azzardo si è manifestata solo di recente, raggiungendo un livello di espansione e di allarme sociale”.

In altri termini il rischio sociale è aumentato, anche come conseguenza dell’effetto Covid: “Recentemente – ricorda Binetti – anche la Corte dei Conti ha fatto risuonare un grido di allarme, utilizzando come parametri la spesa complessiva e il tempo dedicato al gioco. Sorprende che il Governo non abbia messo in evidenza misure concrete a sostegno dei giovani. Nulla è stato fatto a favore di questi soggetti, che col tempo diventano sempre più problematici. Nulla è stato fatto neppure per scoraggiare il gioco d’azzardo. Questo Paese evidentemente non è un paese per giovani; ma è urgente che lo diventi predisponendo iniziative positive a favore dello studio, dello sport, del loro inserimento nel lavoro. Abbandonarli a se stessi – conclude – significa assumersi la responsabilità delle loro potenziali dipendenze”.

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