Fuga dei cervelli, Maria Chiara Carrozza: “Per giovani all’estero mezzi e libertà”.

In un Paese dove è sempre più incerto il valore della meritocrazia e dove i giovani ricercatori prendono sempre più il largo, dovrebbe far particolarmente riflettere il commento della presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Maria Chiara Carrozza, sulla fuga all’estero dei rappresentanti “della migliore gioventù” italiana.

“Il tema più importante della ricerca – ha dichiarato la presidente del Cnr nel corso dell’incontro al Meeting di Rimini – è la leadership che significa essere in grado di portare avanti indipendentemente il proprio sogno”. Ecco perchè tanti giovani ricercatori italiani vanno all’estero. Giovani che vogliono portare avanti le loro idee e hanno bisogno di libertà, finanziamenti e infrastrutture”.

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Meeting di Rimini nel corso del quale sono state rimarcate a più voci le assenze di politiche inclusione per i giovani italiani. Per la Fondazione per la Sussidiarietà, infatti, tra il 2012 e il 2021 sono stati circa 1 milioni gli italiani andati a lavorare all’estero, dei quali circa 250mila laureati.

Tra gli elementi alla base di tanta insofferenza verso un un Paese sempre più vecchio e scarsamente competitivo, il dato (fonte AlmaLaurea) secondo il quale in Italia dopo un anno di lavoro il 27,6% dei laureati ha un contratto a tempo indeterminato a fronte del 51,8% dei laureati all’estero. Ancora, un/una laureato/a che lavori in Italia dopo un anno percepisce mediamente 1384 euro a fronte dei 1963 euro all’estero, mentre dopo 5 anni guadagna 1599 euro a fronte dei 2352 euro della retribuzione media all’estero.

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Inoltre, rispetto all’estero, sono minori le possibilità per i giovani di crescere professionalmente (nonostante le costose e autoreferenziali iniziative pubbliche in materia di formazione) mentre maggiore è la discriminazione verso l’età e il genere. All’estero, per esempio, durante i colloqui non si possono chiedere informazioni sullo stato familiare presente o futuro, in Italia è una prassi comune se la candidata è una giovane donna.