Desirè Manca: “Dubbio ruolo di garante super partes del Presidente Pais”.

“Un Presidente del Consiglio regionale non può permettersi in alcun modo di zittire i consiglieri e di mettere il bavaglio agli esponenti di opposizione quando gli argomenti portati all’attenzione dell’Aula sono particolarmente importanti ma evidentemente spinosi per la Giunta. Purtroppo in Sardegna è un copione che si ripete troppo spesso”. Così è intervenuta oggi l’esponente pentastellata Desirè Manca, con una nota stizzita nei confronti della gestione dell’Aula da parte del Presidente del Consiglio, Michele Pais: “Ieri, durante la seduta pomeridiana dell’Aula sul Recovery Plan, la sottoscritta è stata interrotta dal Presidente Pais, e in particolar modo quando ha affrontato l’argomento del mancato accesso agli atti che ha impedito al Gruppo di poter conoscere i 206 progetti inviati al Governo nell’ambito del Recovery Plan. Ma questa volta – sottolinea la consigliera – il Presidente Pais è addirittura intervenuto nel merito, nel tentativo di correggere i contenuti del mio intervento per minimizzare la gravità della vicenda. Quanto accaduto è un fatto gravissimo. Non è ammissibile che questo atteggiamento ostruzionistico sia diventato una prassi consolidata da parte di chi ricopre un ruolo di garante super partes come il Presidente del Consiglio”.

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L’intervento in Aula della consigliera Desirè Manca.

“Secondo il regolamento del Consiglio regionale – ricorda Manca – il Presidente Pais deve garantire e tutelare le funzioni e le prerogative dei consiglieri, assicurare il buon andamento dei lavori, dirigere e moderare la discussione. Ma ciò non significa che possa intervenire nel merito. I contenuti sono liberi e devono poter essere illustrati anche se risultano scomodi a questa maggioranza. Altro fatto grave riguarda la riduzione della tempistica prevista dal regolamento per i tempi di intervento di ciascun consigliere. Ieri infatti sono stati concessi massimo sei minuti anziché dieci. Ennesima decisione che va a minare le prerogative del singolo consigliere, soprattutto di minoranza, e che impedisce allo stesso di esercitare il proprio mandato e di partecipare attivamente a un dibattito democratico che valorizzi il rapporto dialettico tra maggioranza e opposizione”. 

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