Crisi geopolita in Ucraina, Borrell: “Elezioni locali non applicabili sul territorio ucraino”.

Dall’8 al 10 settembre si sono svolte elezioni regionali e locali in Russia e nei territori dell’Ucraina temporaneamente occupati dalle truppe di Mosca.

Consultazioni senza alcuna valenza giuridica e democratica per l’Unione europea, come confermato dall’applicazione del “bollino di illegittimità” per le elezioni svoltesi nella Repubblica autonoma di Crimea, nella città di Sebastopoli e in alcune parti delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson.

“Respingiamo fermamente questo ulteriore inutile tentativo da parte della Russia di legittimare o normalizzare il suo controllo militare illegale e il tentativo di annessione di parti dei territori ucraini – ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell -. Questa rappresenta l’ennesima violazione del diritto internazionale e l’Unione Europea non riconosce e non riconoscerà né lo svolgimento di queste cosiddette “elezioni” né i loro risultati. La leadership politica russa e coloro che sono coinvolti nella sua organizzazione dovranno affrontare le conseguenze di queste azioni illegali”.

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Elezioni, per l’esponente dell’UE, svoltesi in un contesto di concessione forzata e illegale di passaporti da parte della Russia, trasferimenti e deportazioni, violazioni e abusi diffusi e sistematici dei diritti umani nonché intimidazioni verso i cittadini ucraini residenti nei territori occupati.

“L’Unione europea – ha sottolineato ancora Borrell – deplora le continue pressioni contro il gruppo indipendente di osservazione elettorale Golos, compresa la detenzione del suo copresidente Grigory Melkonyants, ed esorta la Russia a garantire la continuazione dell’osservazione elettorale in Russia, anche da parte dell’OSCE”.

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