Corte Conti: “Gli aiuti supplementari ai Paesi dei Balcani occidentali vanno protetti meglio”.

Lo strumento per le riforme e la crescita dei Balcani occidentali da 6 miliardi di euro proposto dalla Commissione europea dovrebbe aiutare questi paesi a soddisfare le condizioni per l’adesione all’UE.

Come risaputo, la convergenza economica tra i sei Paesi dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia) e l’UE è considerata da molti anni insufficiente. A tal proposito, lo scorso novembre la Commissione europea ha proposto di istituire uno strumento di finanziamento specifico, lo strumento per le riforme e la crescita per i Balcani occidentali, quale parte di un nuovo piano di crescita per la regione. Lo strumento mira a promuovere la crescita economica, aumentare la convergenza socioeconomica con i Paesi dell’UE e accelerare l’allineamento con i valori e le leggi dell’UE in vista della futura adesione all’UE.

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Gli auditor della Corte accolgono con favore l’introduzione di condizioni più stringenti per i finanziamenti, collegando i pagamenti al rispetto di condizioni che dovranno essere stabilite nei programmi di riforme per i vari Paesi. “Vi è però il rischio che le condizioni di erogazione non siano abbastanza ambiziose e che gli indicatori non siano sufficientemente chiari e misurabili. Resta anche difficile garantire la sostenibilità delle riforme, in particolare alla luce della scarsa capacità amministrativa della regione”, ha affermato Laima Liucija Andrikienė, responsabile del parere. “Inoltre, la Commissione europea non dovrebbe solo formulare osservazioni, ma anche poter chiedere ai governi dei Balcani occidentali di rivedere e modificare di conseguenza i propri programmi di riforme”. Gli auditor della Corte suggeriscono inoltre di elaborare orientamenti pertinenti per valutare il rispetto soddisfacente delle condizioni di pagamento stabilite nei programmi di riforme.

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Per il periodo 2024-2027 è previsto un sostegno fino a 6 miliardi di euro (2 miliardi di euro in sostegno a fondo perduto e 4 miliardi di euro in prestiti). Considerando che nell’attuale bilancio dell’UE sono già stati messi a disposizione dei paesi in fase di preadesione (compresa la Turchia) oltre 14 miliardi di euro, la Corte sottolinea che gli importi da fornire attraverso lo strumento rappresentano un aumento sostanziale (oltre il 40 %) dei finanziamenti previsti per i paesi dei Balcani occidentali fino al 2027. Gli auditor osservano che sia la proposta di istituire lo strumento che il piano di crescita spiegano perché è necessaria una maggiore convergenza tra le economie dei Balcani occidentali e l’UE. Il piano sottolinea inoltre vari vantaggi che le misure proposte apporterebbero alla regione. Tuttavia, in assenza di una valutazione d’impatto o di un documento analitico, gli auditor non sono stati in grado di valutare in che misura il sostegno previsto di 6 miliardi di euro possa contribuire al conseguimento dei principali obiettivi dello strumento. Infine, gli auditor propongono di chiarire alcune disposizioni della proposta relative ai diritti di audit della Corte dei conti europea e all’accesso ai dati e alla documentazione al fine di garantire un adeguato controllo.

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