16 Agosto 2026
Politica

Continuità territoriale Alghero-Milano, Bruxelles boccia il bando. La Giunta Todde: “Respingiamo ogni accusa”

La Sardegna rischia di ritrovarsi ancora una volta ostaggio di procedure, ritardi e incertezze amministrative. La Commissione europea ha infatti imposto alla Regione di rifare da capo il bando per l’assegnazione della tratta aerea in continuità territoriale tra Alghero e Milano Linate, aprendo uno scenario che potrebbe lasciare scoperto uno dei collegamenti più importanti per il nord dell’Isola.

Dopo che la prima gara era andata deserta, la Regione aveva immediatamente avviato l’iter per una nuova procedura, convinta di poter applicare lo stesso criterio già utilizzato in passato. Bruxelles, però, ha deciso diversamente, imponendo il rispetto integrale dei sei mesi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea anche per la ripubblicazione del bando. Una scelta che ha costretto gli uffici regionali a revocare la procedura e a ripartire da zero. Il nuovo affidamento slitta così al 1° febbraio 2027, lasciando aperto un delicato vuoto temporale tra il 25 ottobre 2026 e il 31 gennaio 2027.

La conseguenza più preoccupante riguarda proprio quei tre mesi invernali nei quali la continuità territoriale dovrebbe garantire ai sardi il diritto alla mobilità. Se non dovesse arrivare una proroga ministeriale dell’attuale regime, la rotta Alghero-Linate rischierebbe infatti di restare senza oneri di servizio pubblico, con il concreto pericolo di una riduzione delle garanzie per residenti, lavoratori, studenti e imprese.

L’assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca respinge ogni accusa di errore da parte della Regione. “È necessario fare chiarezza per evitare che si diffondano ricostruzioni che rischiano di generare confusione nei cittadini. La vicenda della rotta Alghero-Milano Linate non nasce da errori della Regione Sardegna, ma da una diversa interpretazione, da parte della Commissione europea, del Regolamento 1008/2008 e dei suoi orientamenti”, sostiene l’esponente della Giunta Todde. Secondo Manca, la normativa europea non disciplina in modo specifico il caso di una gara andata deserta e della successiva ripubblicazione del bando, motivo per cui la Regione avrebbe seguito lo stesso iter adottato in precedenza senza che Bruxelles avesse mai sollevato obiezioni.

L’assessora , nella replica, ha rivendicato la correttezza della scelta regionale sottolineando che i sei mesi di pubblicazione erano già stati garantiti nella prima procedura e che il fatto stesso che la gara fosse andata deserta dimostrerebbe l’assenza di interesse da parte degli operatori. A suo giudizio, la Commissione avrebbe scelto un’interpretazione “più restrittiva” rispetto al passato.

Resta però il dato politico. Anche ammesso che non vi sia stato un errore formale da parte della Regione, il risultato finale è che la Sardegna si trova ancora una volta a rincorrere le emergenze anziché prevenirle. In una materia delicata come la continuità territoriale, dove ogni ritardo può tradursi in isolamento e danni economici, il confine tra responsabilità tecnica e responsabilità politica diventa inevitabilmente sottile.

Non a caso dal territorio arrivano già pesanti critiche. I gruppi del centrodestra algherese parlano di “preoccupante difficoltà nella gestione di una materia strategica”, con conseguenze significative per pendolari, studenti, famiglie, pazienti e per l’intero sistema economico e turistico del nord-ovest della Sardegna.

Sullo sfondo, resta una fotografia difficile da ignorare: una Sardegna che continua a scontrarsi con ritardi, procedure contestate e incertezze sui collegamenti essenziali. E mentre Bruxelles e Regione si rimpallano interpretazioni e responsabilità, chi paga il prezzo più alto saranno ancora una volta i cittadini. Un copione già visto troppe volte, che non può che alimentare la percezione di una classe dirigente regionale incapace di garantire quella stabilità e quella programmazione di cui l’Isola avrebbe oggi più che mai bisogno.

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