Charles Michel presenta la sua proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale.

Tra 4 giorni i 27 leader dell’Unione si riuniranno a Bruxelles. Lo scorso maggio, su richiesta del Consiglio europeo, la Commissione ha presentato un pacchetto che combina il QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) e il nuovo piano Next Generation EU.

Lo scorso 19 giugno, i leader degli Stati membri hanno discusso su questa proposta. “Queste discussioni – per il Presidente Michel – hanno rivelato una forte opposizione. Di conseguenza, ho iniziato immediatamente i negoziati e gli incontri bilaterali con tutti i leader. E sulla base di queste discussioni, oggi propongo la mia proposta rivista per il bilancio pluriennale europeo e il piano di risanamento”.

Un piano che per il Presidente del Consiglio “è saldamente radicato nelle priorità dell’UE: clima, agenda digitale, valori europei, un’Europa più forte nel mondo, riparare i danni causati da Covid-19, riformare le nostre economie e rimodellare le nostre società”.

Michel, a seguito delle discussioni bilaterali con i 27 leader europei e con i membri del Parlamento europeo, ha identificato sei elementi per un possibile accordo: “Il primo riguarda la dimensione del QFP, per la quale ho proposto 1.074 miliardi al fine di conseguire gli obiettivi a lungo termine dell’Unione e preservare la piena capacità del piano di risanamento. Il secondo – ha proseguito il presidente – riguarda gli sconti, che, in base alla mia proposta, saranno mantenuti per Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Austria e Svezia. Il terzo elemento riguarda il recovery package. Alla Commissione sarà conferito il potere di prendere in prestito fino a 750 miliardi di euro. Tali fondi potranno essere utilizzati per prestiti back-to-back. Il quarto elemento riguarda prestiti e sovvenzioni. Propongo di preservare l’equilibrio tra prestiti, garanzie e sovvenzioni per evitare di sovraccaricare gli Stati membri con elevati livelli di debito. Il quinto punto afferisce all’assegnazione del Recovery and Resilience Facility (RRF). Questa proposta stabilisce un vero legame tra il piano di ripresa e la crisi e garantisce che i soldi vadano verso i paesi e i settori più colpiti dalla crisi: propongo di impegnare il 70% del meccanismo di ripresa e resilienza nel 2021 e nel 2022. Il 30% sarà impegnato nel 2023, tenendo conto del calo del PIL nel 2020 e nel 2021. La dotazione totale dovrebbe essere erogata entro il 2026. L’ultimo punto riguarda la questione della governance e della condizionalità, con tre importanti obiettivi che dobbiamo raggiungere. Il primo, Piani nazionali di riforma e resilienza. Per quanto riguarda la governance, gli Stati membri prepareranno, sulla base della nostra proposta, piani nazionali di risanamento e resilienza per il 2021-2023 in linea con il semestre europeo, in particolare le raccomandazioni specifiche per Paese. I piani saranno rivisti nel 2022, tenendo conto della chiave di assegnazione finale e la valutazione di tali piani sarà approvata dal Consiglio, con voto a maggioranza qualificata su una proposta della Commissione”.

Un’altra tematica ricordata da Charles Michel è stata la transizione climatica “proponiamo di destinare il 30% dei finanziamenti a progetti relativi al clima” e la questione dello stato di diritto e dei valori europei “stiamo facendo un passo fondamentale per ancorare lo stato di diritto e i valori nel nostro progetto europeo ed è per questo che propongo un forte legame tra finanziamento e rispetto della governance e dello stato di diritto”.

Foto, Copyright European Union.

LEGGI ANCHE:  UE. Il bilancio degli investimenti 2020 per l'Europa di domani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.