23 Settembre 2026
Sardegna

Carceri, l’ANM contro Nordio: “Attacchi scomposti al procuratore di Palermo”

Scontro tra l’Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia Carlo Nordio sul tema delle carceri. A scatenare la polemica è stato l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia sullo stato degli istituti penitenziari e sulla presenza della criminalità organizzata al loro interno , un allarme a cui il Guardasigilli avrebbe risposto non nel merito, ma con toni che l’ANM definisce apertamente inaccettabili.

“Un allarme importante che merita ascolto”, scrive la Giunta esecutiva centrale dell’ANM in una nota, riferendosi alle parole di De Lucia sul sovraffollamento e sul ruolo della mafia negli istituti. Ma è proprio il confronto tra la gravità della denuncia e la reazione del ministero a far infuriare il sindacato delle toghe: secondo l’ANM, sul dramma delle carceri , dal sovraffollamento che “toglie dignità ai detenuti” alle condizioni di lavoro “non sostenibili” della Polizia penitenziaria, fino ai temi della sicurezza , il governo non avrebbe fornito “risposte adeguate” in questi anni, né si intravedono interventi concreti per affrontare quella che l’associazione definisce senza mezzi termini una “drammatica crisi”.

È su questo sfondo che l’ANM giudica ancora più grave la replica di Nordio a De Lucia. “Davanti all’allarme di un procuratore in prima fila nella lotta alla mafia la reazione del ministro della Giustizia lascia interdetti”, si legge nella nota: “nessuna risposta nel merito, ma solo un attacco scomposto ed inaccettabile”. Per l’associazione dei magistrati, il ministero avrebbe un compito preciso , risolvere i problemi del sistema penitenziario, e non quello di “attaccare con veemenza chi combatte la criminalità”.

La Giunta esecutiva centrale chiude la nota con una dichiarazione di solidarietà a tutto campo: “Siamo al fianco del procuratore De Lucia, del personale di Polizia penitenziaria che svolge un ruolo delicatissimo con grande professionalità e dei magistrati di sorveglianza che devono gestire situazioni di enorme complessità con risorse sistematicamente inadeguate”. E rilancia l’allarme di fondo: “Sulle carceri servono risposte e azioni immediate”.

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