Assistenzialismo in Sardegna. 37 milioni per i cantieri comunali.

Il recente stanziamento di 37.000.000,00 per l’attivazione dei cantieri di lavoro conferma, senza ombra di dubbio, la vocazione assistenzialista anche dell’attuale Giunta Solinas. Iniziative estemporanee, i cantieri comunali, nate con l’esigenza di “garantire” l’impiego temporaneo per le persone disoccupate over45, segnalate dai servizi sociali, in condizione di difficoltà o sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Insomma – non volendo entrare nel merito della battaglia tra poveri -, valide alternative all’investimento verso la popolazione giovanile isolana che, come confermato dalle ultime rilevazioni statistiche, continua a diminuire. Calo, collegato al dato nazionale, che nei prossimi tempi, produrrà tutta una serie di effetti a catena per la competitività del Paese e la sostenibilità della spesa pubblica, a partire dal sistema pensionistico italiano.

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Ma dalle parti della Giunta Solinas, dove manca sensibilità e visione verso la questione giovanile, investire nei cantieri comunali non risulta essere una misura iniqua: “Non assistenzialismo, ma misure di politica attiva che favoriscano l’occupazione e garantiscano la dignità del lavoro”, ha dichiarato l’assessora del Lavoro, Ada Lai, commentando l’approvazione della delibera.

Siamo, con molta probabilità, fuori dai radar della produttività. Una “non novità” guardando all’azione espressa dall’Esecutivo regionale negli ultimi 4 anni. Dato ormai assodato e rimarcato dalla successiva dichiarazione dell’esponente della Giunta Solinas che ha difeso il provvedimento, considerandolo “importante” e “tanto atteso”. Da chi, oltre ai comuni della Sardegna, non è dato saperlo.

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Nel frattempo, nell’Isola, risulta strategico investire nell’occupazione degli over45 “segnalati dai servizi sociali” mentre migliaia di giovani sardi continuano ad avere crescenti problemi di inclusione lavorativa.

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