Alessandra Todde “pacca” l’incontro con Soru, l’ex presidente: “Non c’è niente da discutere in privato”.

La candidata del Campo largo, Alessandra Todde, non si è presentata all’incontro pubblico con Renato Soru, ufficializzato stamane alle ore 11 attraverso una nota dell’ufficio comunicazione dell’ex presidente: “Non c’è altra soluzione che la consultazione popolare. Sono disposto a partecipare alle primarie, ribadendo che questa contraddizione la può risolvere solo il popolo della Sardegna. Vogliamo offrire il candidato migliore? Facciamolo decidere agli elettori ed elettrici, non a Roma”, ha dichiarato Renato Soru aprendo la conferenza stampa all’Hotel Regina Margherita.

Dopo la presentazione del progetto della “Rivoluzione gentile” al teatro Doglio, arriva quindi un altra milestone che conferma la spaccatura tra i due “big player” della sinistra. Lo stesso Renato Soru aveva accettato l’incontro chiesto da Alessandra Todde, pervenuto martedì scorso, “riservato e urgente”. Per questo, in virtù dei rapporti personali che li hanno visti collaborare in passato, si era concordato inizialmente che fosse a casa di Soru, al fine di garantire la riservatezza richiesta. La Todde, però, aveva reso l’incontro, di fatto, pubblico, anticipandolo durante la trasmissione televisiva diMartedì condotta da Giovanni Floris. Da qui la scelta di Soru di aprirlo alla stampa e in diretta streaming. 

Metodi di comunicazione – va rilevato – un tempo in auge all’interno dello stesso Movimento 5 Stelle che, come sottolineato dall’ex presidente della Regione Sardegna, “da movimento di democrazia diretta e proponitore dell’intelligenza collettiva della rete si è trasformato in partito contrario alle primarie e dirigista”.

Renato Soru, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Renato Soru, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Una candidatura, quella della Todde, maturata in tempi sospetti per l’ex governatore: “In passato mi disse che sarebbe stata la candidata per la Sardegna, senza passare dalle primarie. Poi l’ho incontrata in estate, dicendo che si doveva sottoporre alle primarie. Se le avesse vinte, allora, l’avrei sostenuta indicando che in alternativa avremmo percorso strade diverse”.

LEGGI ANCHE:  Ucraina: continua il sempre meno popolare invio di armi al Governo di Kiev.

“Ho chiamato per tempo Alessandra Todde”, commenta Soru, “poi abbiamo mandato una nota stampa. Le ho chiarito che questo incontro avrebbe smesso di essere riservato. Con lei ci conosciamo da qualche anno, abbiamo collaborato in passato sul lavoro, per questo ho accolto con garbo il suo invito, in virtù dei rapporti personali che ci legano. Non avevo ancora sentito le dichiarazioni rilasciate nella trasmissione di Floris dove ha detto che non ci sarebbero state le primarie, mischiando storia e invenzione. Ha anche detto una cosa grave, che io e altri siamo usciti dal campo progressista e che lei ci farebbe rientrare. Ma io appartengo dal primo momento a questa casa. È lei che dovrebbe entrarci con più garbo e responsabilità. Stamattina l’ho chiamata per tempo. Facciamo l’incontro in un luogo pubblico – ricostruisce Soru -, perché chiuderci in una stanza? D’altronde, privatamente, le avrei ribadito la richiesta di aprirsi a una consultazione popolare. La Todde invece si è negata a questo confronto, che tra l’altro ho sollecitato diverse volte. Non è delle nostre vite private che stiamo parlando – rimarca l’ex Governatore – ma di cose pubbliche, del presente e del futuro della Sardegna. Mi dispiace che anche oggi i cittadini della Sardegna non abbiano avuto la possibilità di ascoltare un dialogo costruttivo. La pregiudiziale della Todde, invece, è stata questa: senza primarie o niente. Ma la politica non è parlare con gli elettori? Non è aprirsi a un confronto trasparente?”, si chiede Soru.

LEGGI ANCHE:  Soru & Co. ribadiscono "la disponibilità a un confronto" con il Campo largo.

Incontro dove non sono mancate le filippiche dell’ex Governatore: “Il politico competente è il politico capace di ascoltare e confrontarsi”, ha aggiunto Soru indicando il gap ascrivibile alla candidata del Campo largo e attaccando, nel contempo, la dirigenza nazionale e regionale del PD e del Movimento 5 Stelle, “responsabile” della contrapposizione venutasi a creare all’interno della sinistra.

Un muro contro muro, per Soru, che “travolgerà il campo largo e, in particolare, il PD e quello che resta del M5S, come dimostrano i recenti casi di Assemini e Sassari”. “Auspico – prosegue – che questa assenza di dialogo odierna possa dare un di più di capacità di riflessione e porti i due partiti ad aprirsi alla volontà popolare”.

Renato Soru, foto Sardegnagol, riproduzione riservata
Renato Soru, foto Sardegnagol, riproduzione riservata

A chi gli chiede cosa succederà adesso, l’ex presidente delle Regione ha poi confermato l’intenzione di andare avanti per la propria strada: “Continuiamo il nostro percorso, andiamo avanti nella costruzione di una coalizione progressista, centrista e indipendentista, ci sono tante liste civiche che si stanno formando. Nell’impegno di chiarire un progetto e una proposta per la Sardegna. Ci sono segnali positivi: percepisco un avvio di mobilitazione. Sono convinto che ci sarà una partecipazione vera, sincera e interessata, da parte anche di persone che sono scontente, che non hanno votato in passato. Io di definitivo non ho mai posto nulla. La Todde ha la responsabilità di capire che ha frantumato un partito e una coalizione. Il noi è questo, insieme ai cittadini, non stare dentro una stanza. I 5Stelle sono nati col mito della democrazia diretta, cosa a cui io non ho mai creduto. Io credo invece nella democrazia parlamentare. È paradossale che proprio loro si sottraggono a una consultazione popolare”.

LEGGI ANCHE:  Fase 2, imprese: lo Stato non esiste.

Sulla possibilità che l’assenza di unità possa consegnare un vantaggio al centrodestra, Soru, infine, ha ricordato i tanti “delusi dal Governo Solinas” e gli elettori inattivi” rilanciando l’esigenza di creare “una alleanza sarda che prenda in mano il momento storico che stiamo vivendo”: “La Sardegna in questo momento è senza voce. Una seconda autonomia è necessaria e abbiamo il dovere di provvedere al più presto a una ri-contrattazione dei nostri rapporti con lo Stato. Stiamo trascurando il fatto che abbiamo 3 volte le risorse disponibili negli anni ’60 ai tempi del Piano di Rinascita”.

foto Sardegnagol, riproduzione riservata