Al Bano incanta il pubblico di Cagliari.

Dagli indovinelli, a partire dalla canzone più antica del mondo, al senso dell’amore e fino ad arrivare ai temi geopolitici più attuali. Questo e molto altro è stato il concerto di Al Bano Carrisi, andato in scena all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari grazie all’organizzazione del patron Lucio Tunis per l’edizione di “Serata d’Autunno. Sull’onda dei ricordi”.

Uno spettacolo intimista dove il mattatore pugliese ha ripercorso gli albori della sua carriera, partendo dal tributo a Domenico Modugno “Volare” del 1958. Brano, che rappresentò per l’allora 15enne di Cellino San Marco il trigger per muovere i primi passi nel mondo della musica: “Nel mio Paese negli anni ’50 c’erano solo due televisori: uno nella sede del Partito Comunista Italiano, l’altro in quella della Democrazia Cristiana. Noi giovani di allora, per puro opportunismo, ci infilavamo per vedere la TV. Alla finale di Sanremo del 1958, in una meridione segnato dalla profonda migrazione al Nord e povertà, la vittoria di Domenico rappresentò il riscatto di tutto il Sud Italia. In quel momento capì la mia strada”.

Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Sempre sul tema della migrazione il successivo pezzo della scaletta di Al Bano, “Ci Sarà”: “Ricordo i treni che partivano dal Sud Italia carichi di persone e speranza per una vita migliore. Tra loro anche la mia storia. Nel maggio del 1961 andai a Milano spinto dalla volontà di affermarmi. Ma le cose non furono facili non avendo nessuno. i miei genitori mi chiamavano per chiedermi di tornare ma io non volevo arrendermi”.

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Una malinconia ricorrente nel racconto autobiografico del cantautore: “Sentivo molto la nostalgia di casa e quando mi addormentavo nella mia mente iniziava un vero e proprio film. Grazie a quel periodo ho potuto riflettere sul valore delle piccole cose, a partire dalla voglia di rompere le lampadine con i miei amici, le signore del mio paese vestite di nero”. Il passo in scaletta verso “Nostalgia canaglia” è quindi dovuto.

Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Spettacolo che si fa sempre più incalzante, dove Al Bano da inizio ad un vero e proprio dialogo con il pubblico in sala, partendo proprio dal significato del “sostantivo amore” e dalla crisi in Ucraina: “Putin è il più occidentale dei russi. Ama tutto della nostra cultura e storia ma ha fatto qualche errore recentemente, andando oltre ‘casa propria’. I patti internazionali non sono stati rispettati fin dai tempi di Reagan e negli anni è mancato quel sostantivo chiamato amore. Solo con esso – prosegue – si può mettere fine alla violenza”.

Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Scaletta che prosegue poi con “Tu per sempre” e con il brano “Nel Sole”, la canzone che lancio Al Bano nel firmamento della canzone italiana: “Questa canzone per me rappresenta il successo. Dall’anonimato improvvisamente ero passato alla notorietà. Tutti mi conoscevano e cambiarono molte cose per me. Anche il mondo del cinema si interessò a me. Iniziarono così i primi film con Franco e Ciccio e poi l’incontro con Romina Power”.

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E poi la serie di tributi, il primo a Michael Jackson che plagiò proprio “I cigni di Balaka” di Al Bano, il secondo ad Adriano Celentano con “Azzurro” e a Lucio Dalla con “Caruso”. “Ad Adriano devo molto. Mi ha fatto tanto bene e negli anni io ho provato a studiare ogni cosa della sua tecnica, a partire dalla sua capacità di creare sempre novità. Ricordo gli spettacoli con i Rolling Stones dove tutto rimaneva immutato e dove ogni sera si seguivano gli stessi movimenti e programma. Con Celentano invece ad ogni spettacolo si cambiava tutto”.

Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Al Bano Carrisi, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Ad “Amanda è libera” poi è affidata da Al Bano una particolare dedica per le migliai di vittime dei flussi migratori nel Mediterraneo: “Amanda era innamorata dell’Italia, dove sperava di trovare una vita migliore ma, purtroppo, finì nelle mani degli sfruttatori di umanità”.

Pubblico all'Auditorium
Pubblico all’Auditorium

Finale sempre più in crescendo ed emozionante con “Và pensiero” di Giuseppe Verdi e l’Ave Maria di  Johann Sebastian Bach che tocca il massimo dell’appagamento del pubblico con l’esecuzione di “E’ la mia vita” e il pezzo, probabilmente, più celebre in Italia e all’estero, “Felicità”.

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Nel dietro le quinte Al Bano ha poi rimarcato l’importanza dei giovani per la prosecuzione della tradizione italiana, indicando in Marco Mengoni uno dei giovani italiani di maggior successo degli ultimi tempi: “Marco è perfetto, canta e si muove bene, riuscendo a confermarsi come autore poliedrico”.

ucio Tunis, foto Sardegnagol riproduzione riservata
Lucio Tunis, foto Sardegnagol riproduzione riservata

Con l’artista nel backstage anche il patron Lucio Tunis, soffermatosi sull’importanza di “smuovere le emozioni” e sulla necessità, sempre più improcrastinabile, di tutelare la cultura e i suoi protagonisti nell’Isola: “L’obiettivo di Serata d’Autunno è di far rivivere la colonna sonora della propria vita. Riportare ai ricordi della gioventù, nonché stimolare una ritrovata voglia di vivere tra i nostri concittadini/e anziani/e è una grande gratificazione. Dal 2001 – prosegue Tunis – con il nostro format sosteniamo gli artisti locali con il duplice obiettivo di dare loro visibilità e lanciare un messaggio affinché si dedichino più risorse alla cultura”.

foto Sardegnagol, riproduzione riservata