Abitazioni, Banca d’Italia: peggioramento della domanda.

Peggiorano le prospettive del mercato a breve termine degli immobili residenziali. Ad evidenziarlo l’ultimo sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”, relativo al 2° trimestre 2022, elaborato dalla Banca d’Italia, Tecnoborsa e dall’Agenzia delle Entrate.

Secondo l’indagine condotta presso 1.465 agenti immobiliari dal 23 giugno al 20 luglio 2022, nel II trimestre prevalgono segnali di stabilità dei prezzi delle abitazioni, con un saldo tra giudizi di rialzo e di ribasso di poco in aumento rispetto alla precedente rilevazione; le quotazioni per il trimestre corrente sono ora attese in calo, dopo tre trimestri in cui si erano collocate in territorio positivo.

Nonostante la collocazione ai minimi storici dei tempi di vendita (5,7 mesi) e dello sconto medio sul prezzo richiesto (circa l’8%), gli agenti immobiliari segnalano un peggioramento delle condizioni della domanda: il numero di operatori che hanno venduto almeno un immobile e il saldo negativo fra i giudizi di aumento e riduzione del numero dei potenziali acquirenti si è ampliato. Nel dettaglio, la quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione nel II trimestre è scesa all’84,9 per cento, mantenendosi, però, su livelli storicamente elevati. Come nelle precedenti indagini, più di tre quarti degli operatori hanno venduto esclusivamente abitazioni preesistenti, mentre circa il 2 per cento ha intermediato esclusivamente immobili di nuova costruzione.

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Anche i nuovi incarichi a vendere si confermano in diminuzione (-36,3 punti riespetto a -32,9 del primo trimestre), così come avviene per gli incarichi da evadere (-36,5 punti, da -36,7). Le cause prevalenti di cessazione dell’incarico rimangono, secondo circa la metà degli agenti, il valore delle offerte ricevute, ritenuto troppo basso dal venditore, oppure i prezzi richiesti, giudicati troppo elevati dai compratori. È aumentata, inoltre, di circa 5 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione la quota di operatori che segnalano difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei compratori (al 23,9 per cento).

Per quanto riguarda il mercato degli affitti la percentuale di operatori che dichiara di aver locato almeno un immobile nel II trimestre è leggermente cresciuta (al 78,7 per cento, rispetto al precedente 77,1). Il saldo tra giudizi di aumento e di riduzione dei canoni di affitto è lievemente diminuito, ma resta positivo (20,9 punti percentuali da 22,5), a fronte di un aumento nelle aree urbane (20,1 da 16,9) più che compensato da un calo in quelle non urbane (21,4 da 26,6). Le attese prefigurano ulteriori aumenti dei canoni per il trimestre in corso, con un saldo pari a 17,6 punti (da 19,0). Il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore ha continuato a diminuire, portandosi al 2,3 per cento (da 2,8). Il saldo tra la quota di agenzie che hanno riportato un aumento degli incarichi a locare e quelle che ne hanno segnalato una diminuzione è rimasto fortemente negativo (a -36,2 punti percentuali rispetto al precedente -35,7).

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Le prospettive, dunque, si sono deteriorate, con riferimento sia al proprio mercato sia a quello nazionale. Su tali valutazioni, ricordano dalla Banca d’Italia, pesano i rincari energetici e l’invasione dell’Ucraina, che contribuirebbero a influenzare al ribasso sia il numero dei potenziali acquirenti sia i prezzi di vendita delle abitazioni.