Marzo 2022: debito PA +19,9 miliardi.

E’ di oggi la pubblicazione della nota statistica della Banca d’Italia “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”, con i dati di marzo 2022 relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e alle entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato.

Da quanto emerge dal lavoro di analisi della Banca d’Italia, lo scorso marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è cresciuto di 18,9 miliardi rispetto al mese precedente, per un totale di 2.755,4 miliardi.

Un aumento dovuto al fabbisogno (22,8 miliardi), che ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,4 miliardi, a 95,6) e, ancora, per via della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio, che ha incrementato il debito per 2,4 miliardi.

LEGGI ANCHE:  Alfabetizzazione finanziaria degli studenti italiani. Italia in ritardo.

Con riferimento alla ripartizione per sotto settori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 18,9 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

Alla fine di marzo la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia era pari al 25,5 per cento (invariata rispetto al mese precedente); la vita media residua del debito, invece, è rimasta stabile a 7,6 anni.

A marzo le entrate tributarie, contabilizzate nel bilancio dello Stato, sono state pari a 33,2 miliardi, in aumento del 10,2 per cento (3,1 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2021. Nel primo trimestre dell’anno le entrate tributarie sono state pari a 108,9 miliardiin crescita del 13,5 per cento (13,0 miliardi), rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

LEGGI ANCHE:  L'indagine della Banca d'Italia sulla spesa dei conti correnti delle famiglie italiane.

foto Mr No CC BY 3.0