Washington rimuove le tariffe sull’India.
Gli Stati Uniti fanno marcia indietro sui dazi imposti all’India nell’ambito delle misure contro la Russia. Con un nuovo ordine esecutivo, il presidente Donald Trump ha deciso di eliminare la tariffa aggiuntiva del 25% sui prodotti indiani introdotta nel 2025, riconoscendo a Nuova Delhi «passi significativi» per allinearsi alle richieste di Washington.
La misura punitiva era stata adottata lo scorso anno perché l’India risultava tra i principali acquirenti di petrolio russo, in violazione della strategia americana volta a colpire le entrate energetiche di Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. Ora, secondo la Casa Bianca, il governo indiano ha assunto impegni concreti: stop alle importazioni di greggio russo, aumento degli acquisti di energia dagli Stati Uniti e un nuovo quadro di cooperazione militare decennale.
Riconoscimento politico a Nuova Delhi.
Nel testo del provvedimento si afferma che l’India ha «allineato in modo sufficiente» le proprie politiche agli interessi di sicurezza nazionale e di politica estera statunitensi. Per questo, a partire dal 7 febbraio 2026, i prodotti indiani non saranno più soggetti al sovrapprezzo doganale introdotto con l’ordine esecutivo del 6 agosto 2025.
Le autorità doganali procederanno anche ai rimborsi dei dazi già riscossi, secondo le procedure ordinarie. Il Dipartimento per la Sicurezza interna valuterà eventuali modifiche alla tariffa doganale armonizzata per recepire formalmente la decisione.
Monitoraggio e possibili retromarce.
Washington mantiene comunque alta la guardia. Il Dipartimento del Commercio, in coordinamento con quello di Stato e del Tesoro, dovrà verificare che l’India non riprenda le importazioni di petrolio russo, neppure tramite intermediari. In caso contrario, l’amministrazione potrà raccomandare al presidente la reintroduzione immediata dei dazi.
Il provvedimento si inserisce nella più ampia strategia americana di isolamento economico di Mosca, avviata dopo il 2022 con il divieto di importare energia russa e con una serie di sanzioni mirate contro Paesi terzi che continuavano a finanziare il Cremlino.
Un segnale geopolitico.
La revoca delle tariffe rappresenta un chiaro segnale di distensione verso l’India, partner sempre più centrale per gli Stati Uniti nell’Indo-Pacifico e nel contenimento dell’influenza russa e cinese. Per Nuova Delhi è un successo diplomatico che consente di evitare un duro colpo alle proprie esportazioni, mentre Washington incassa l’impegno indiano a diversificare le fonti energetiche e a rafforzare la collaborazione strategica.
foto whitehouse.gov
