Sicurezza nazionale, Washington rafforza l’accesso ai dati penali per contrastare l’immigrazione irregolare.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un nuovo ordine esecutivo volto a rafforzare la sicurezza nazionale e a proteggere i cittadini dalle minacce rappresentate da criminali e da soggetti che violano le leggi sull’immigrazione. Il provvedimento amplia l’accesso del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ai registri penali federali e promuove un maggiore scambio di informazioni con i governi stranieri considerati affidabili.
Secondo la Casa Bianca, tra i principali rischi per l’ordine pubblico figurano i cittadini stranieri con precedenti penali entrati o rimasti negli Stati Uniti illegalmente, così come le reti dedite a traffico di droga, armi e esseri umani. Per questo il DHS – responsabile del controllo delle frontiere e della prevenzione di attività terroristiche e criminali – dovrà poter accedere «nella massima misura consentita dalla legge» alle informazioni sui precedenti penali custodite dal Dipartimento di Giustizia.
Accesso ai registri e cooperazione internazionale.
L’ordine prevede che il procuratore generale metta a disposizione del DHS i dati relativi ai precedenti criminali per le attività di screening e verifica di chi entra nel Paese. L’obiettivo è individuare con maggiore efficacia soggetti pericolosi prima che possano varcare il confine o stabilirsi negli Stati Uniti.
Un capitolo centrale riguarda la cooperazione con i Paesi del Visa Waiver Program e con gli Stati che hanno firmato accordi bilaterali per la prevenzione dei reati gravi. Il segretario alla Sicurezza Interna potrà scambiare informazioni sui condannati per reati con le autorità di questi Paesi, a condizione che vi sia reciprocità e adeguate garanzie per la tutela della privacy.
Le informazioni condivise dovranno essere utilizzate esclusivamente per verificare l’affidabilità di viaggiatori e migranti e per finalità di sicurezza delle frontiere. Ogni intesa internazionale dovrà contenere clausole specifiche a protezione dei dati personali, in linea con la legislazione statunitense.
Il provvedimento precisa, infine, che l’ordine non modifica le competenze già attribuite dalla legge alle agenzie federali né crea nuovi diritti azionabili in tribunale da parte di singoli individui. L’attuazione delle misure sarà subordinata alle risorse finanziarie disponibili e i costi di pubblicazione ricadranno sul DHS.
foto thewhitehouse.gov
