23 Aprile 2026
Europa

Tasse e imposte, Bruxelles replica alle accuse di “iper-regolazione”: “Gli standard Ue sono volontari e semplificano il mercato unico”.

Nel pieno del dibattito europeo sulla competitività industriale e sulla presunta proliferazione di norme che appesantirebbero l’attività delle imprese, la Commissione europea risponde alle critiche sollevate dall’eurodeputata Sarah Knafo. Nella sua interrogazione scritta, l’europarlamentare aveva puntato il dito contro “standard in eccesso” “burocrazia soffocante” e l’incoerenza rappresentata “dall’introduzione di una nuova categoria giuridica per le imprese tra 250 e 1.500 dipendenti”.

Nella risposta ufficiale, firmata dal vicepresidente esecutivo Stéphane Séjourné, la Commissione Ue ha respinto l’idea di un sovraccarico regolatorio. Nell’occasione, Bruxelles ricorda che gli standard elaborati dalle organizzazioni europee di normazione “sono in linea di principio volontari”. In particolare, gli standard armonizzati – quelli riconosciuti dalla Commissione per garantire la presunzione di conformità alla legislazione Ue sui prodotti – “semplificano l’accesso al mercato unico e riducono i costi di conformità grazie alla loro natura consensuale e tecnica”, si legge nella nota del vicepresidente.

La Commissione sottolinea di aver già avviato, nell’ambito della Single Market Strategy, la revisione del regolamento 1025/2012, proprio per rendere i processi di normazione “più rapidi e flessibili”. Nulla, dunque, lascia intendere una volontà di smantellare standard esistenti, poiché – è la linea di Bruxelles – essi rappresentano più un facilitatore che un ostacolo per le imprese.

Sul secondo fronte sollevato da Knafo, l’introduzione della nuova categoria di “small mid-cap enterprises” (SMC), la Commissione rivendica la logica dell’operazione: offrire a queste imprese intermedie un percorso regolatorio meno gravoso e un accesso più semplice ai finanziamenti. La definizione, approvata il 21 maggio 2025, mira a colmare il vuoto tra le PMI tradizionali e le grandi aziende, consentendo alle imprese che crescono oltre la soglia delle PMI di non essere immediatamente sottoposte agli stessi requisiti delle multinazionali.

Per rendere operativa la novità, Bruxelles ha già rivisto otto atti legislativi attraverso il pacchetto “Omnibus IV”, in modo da estendere alle SMC alcune agevolazioni finora previste solo per le PMI. L’obiettivo, afferma la Commissione, è “favorire una transizione graduale” e rafforzare la competitività del tessuto produttivo europeo.

Arriva infine il passaggio sul Green Deal, su cui Knafo chiedeva un riesame in chiave di competitività industriale. La Commissione, pur senza entrare nel merito delle singole misure, ribadisce che la strategia per la decarbonizzazione non è un ostacolo ma “un pilastro della competitività futura”. Documenti come la Competitiveness Compass e il Clean Industrial Deal, entrambi ispirati al rapporto Draghi, indicano la via: colmare il divario innovativo, modernizzare i processi produttivi, sostenere la transizione industriale.

Parallelamente, l’Esecutivo ricorda di aver lanciato nel febbraio 2025 un ampio programma di semplificazione, a partire dalla riduzione degli obblighi di rendicontazione per le aziende. Tutti i 26 commissari – dettaglia Séjourné – devono ora rendicontare periodicamente le misure di semplificazione realizzate nei rispettivi portafogli.

In sintesi, Bruxelles respinge l’immagine di un’Unione imprigionata dalla propria burocrazia e rivendica una politica industriale che vuole conciliare norme, transizione verde e competitività. La realtà, però, dice ben altro.

foto Aurore Belot Copyright: © European Union 2016 – Source : EP