Azerbaigian, il regime di Aliyev reprime la stampa mentre Bruxelles rafforza la collaborazione economica.
Mentre l’Unione Europea punta a rafforzare la cooperazione energetica con Baku per ridurre la dipendenza dal gas russo, in Azerbaigian la libertà di stampa subisce un nuovo giro di vite. Lo denuncia l’eurodeputato Fulvio Martusciello (PPE) in un’interrogazione alla Commissione europea, in cui si chiede come Bruxelles intenda conciliare le proprie ambizioni strategiche nel Caucaso con la necessità di difendere i diritti fondamentali, oggi sempre più minacciati sotto il regime di Ilham Aliyev.
Negli ultimi mesi del 2024 e nei primi del 2025, la repressione governativa ha colpito duramente giornalisti, attivisti e media indipendenti azeri, spesso accusati di “importazione illegale di valuta estera” o persino di alto tradimento, in un contesto normativo sempre più ostile al pluralismo informativo. Secondo le ONG e le organizzazioni per la libertà di stampa, le autorità azere, in particolare, sfruttano i finanziamenti esteri ricevuti legalmente dai media indipendenti per criminalizzarli, azzerando di fatto la libertà di informazione nel Paese.
In una risposta ufficiale firmata dall‘a commissaria‘Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, Bruxelles conferma di seguire “con estrema preoccupazione” l’ondata repressiva in corso a Baku. “Le pesanti pene detentive recentemente inflitte ai giornalisti rappresentano uno sviluppo preoccupante. L’UE ha invitato l’Azerbaigian a rispettare i diritti umani e le libertà fondamentali”, si legge nella nota della Commissione.
Ma dal lontano 2022 l’Ue sigla accordi economici importanti con il regime di Aliyev, limitandosi a ribadire che “diritti umani e Stato di diritto restano al centro delle relazioni bilaterali con l’Azerbaigian”. Me coj***!
Ma è proprio su questo punto che emergono le contraddizioni politiche dell’Unione. L’Azerbaigian è infatti diventato negli ultimi anni un partner chiave per la strategia europea di diversificazione energetica, tesa a liberarsi dalla dipendenza dal gas russo. Dal 2021, la quota di gas azero nel mix energetico dell’UE è salita al 4%, con l’obiettivo dichiarato di raddoppiarla entro il 2027.
“Sia l’UE che l’Azerbaigian hanno interesse a proseguire la cooperazione per rafforzare la sicurezza energetica e far progredire la transizione energetica”, afferma la Commissione, sottolineando la volontà di mantenere il dialogo aperto su più fronti, dalla connettività al mercato energetico integrato.
La posizione dell’UE quindi, resta impantanata del doppio standard e nella difesa “a seconda della convenienza” dei principi. Da un lato, la necessità geopolitica di contenere l’influenza russa e garantirsi forniture alternative di gas; dall’altro, la crescente pressione dell’opinione pubblica e delle forze politiche europee per non barattare i diritti umani con interessi economici.
foto Copyright European Commission
