18 Luglio 2026
Sardegna

Supplementi carburante sui voli, la UE li vieta ma Volotea li chiede lo stesso: il Codacons va in Procura

L’Unione Europea li ha vietati esplicitamente. Eppure alcune compagnie aeree continuano a chiederli. I supplementi carburante applicati dopo l’acquisto del biglietto sono al centro di una vicenda che si sta rapidamente trasformando in un caso legale: il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di verificare se i comportamenti contestati possano configurare ipotesi di reato a danno dei consumatori italiani.

Il divieto europeo.

L’8 maggio scorso la Commissione Europea ha pubblicato le linee guida per il settore dei trasporti e del turismo, nel contesto delle tensioni sull’approvvigionamento di carburante legate alla crisi in Medio Oriente. Il documento è inequivocabile: le compagnie aeree non possono aumentare il prezzo di un biglietto già venduto adducendo come motivazione il rincaro del jet-fuel. Anche nel caso in cui tali clausole fossero considerate supplementi facoltativi, la loro esistenza dovrebbe essere comunicata in modo chiaro fin dall’inizio del processo di prenotazione, con accettazione esplicita da parte del cliente , il cosiddetto opt-in. I vettori con clausole difformi, precisa la Commissione, devono adeguarsi al Regolamento CE 1008/2008.

Le segnalazioni su Volotea.

Nonostante queste indicazioni, negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni di passeggeri italiani che, pur avendo già in mano un biglietto regolarmente acquistato, si sono visti recapitare dalla compagnia spagnola Volotea una richiesta di pagamento aggiuntivo fino a 14 euro a tratta per confermare la prenotazione. Una somma apparentemente contenuta, ma che , applicata su larga scala e in violazione delle norme europee , assume un profilo ben più serio.

Prima l’Antitrust, ora la Procura.

Il Codacons aveva già presentato un esposto all’Antitrust, che ha avviato un’istruttoria sul caso Volotea. Ora l’associazione ha deciso di alzare ulteriormente il livello, portando la questione davanti alla magistratura ordinaria. L’esposto alla Procura di Roma chiede di accertare se la richiesta di supplementi carburante , vietati dal diritto europeo , possa integrare fattispecie penalmente rilevanti nei confronti dei passeggeri italiani.