Stati Uniti: finiscono i fondi per le armi a Kiev ma non per ‘sparacchiare’ in Yemen.

Sono finiti, come largamente anticipato nelle scorse settimane, i fondi del Congresso americano per la cosiddetta “assistenza alla difesa” dell’Ucraina. Ad annunciarlo, ieri, il portavoce del Cosniglio per la sicurezza nazionale, John Kirby.

Si interrompe così, fino a prova contraria, l’incessante flusso di armi inviate al Governo di Kiev. Sintomo, probabilmente, di una ritrovata attenzione del Campidoglio per l’opinione pubblica americana, sempre più contraria all’invio di armamenti in Ucraina, o, più realisticamente, della necessità di negoziare con i repubblicani l’introduzione di nuove misure per la limitazione dei fenomeni migratori dal Messico, notoriamente un poco democratico ‘fronte di guerra’ per i democratici Stati Uniti d’America.

Bisognerà aspettare il prossimo 19 gennaio per sapere se l’Amministrazione Biden sarà in grado di rialimentare il gettito di armi verso l’Ucraina. La settimana prossima infatti, sarà illustrata la rinegoziazione delle voci della spesa pubblica da parte del Congresso.

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In risposta allo shutdown il presidente ucraino Zelensky, forse in apprensione per la fine dei giochi geopolitici, si è affrettato a riproporre la solita geremiade, dichiarandosi sicuro del rischio della vittoria di Mosca in caso di un cessate il fuoco che comporti un congelamento delle posizioni in Ucraina.

Presidente apparso decisamente nervoso per la perdita del supporto americano, come farebbe supporre anche un passaggio del proprio discorso in Estonia, dove lo stesso numero uno di Kiev ha rimproverato le migliaia di uomini che piuttosto che combattere al fronte hanno preferito riparare all’estero. “Questi uomini dovrebbero essere in Ucraina e aiutare l’Ucraina”, ha dichiarato l’ex attore ucraino ora al Governo della nazione.

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Ma i sostenitori della guerra giusta “solo se condotta dagli USA e dai suoi partner” possono dormire sonni tranquilli. Si continua, infatti, a sparare in Yemen, dove USA e Gran Bretagna stanno combattendo gli Houthi a colpi di missili Tomahawk. “Su mio ordine, le forze militari statunitensi, insieme al Regno Unito e con il sostegno di Australia, Bahrein, Canada e Olanda, hanno condotto con successo attacchi contro una serie di obiettivi nello Yemen utilizzati dai ribelli Houthi” ha dichiarato il Presidente americano (ricordiamolo democratico) Joe Biden.

Lloyd J. Austin III (DoD photo by Chad J. McNeeley)
Lloyd J. Austin III (DoD photo by Chad J. McNeeley)

Narrazione rimarcata dal Segretario alla Difesa Lloyd J. Austin III: “Questa azione ha lo scopo di interrompere le capacità degli Houthi di minacciare il commercio globale in una delle vie navigabili più critiche del mondo. Gli Stati Uniti – ha aggiunto – mantengono il proprio diritto all’autodifesa e, se necessario, intraprenderemo ulteriori azioni per proteggere le forze statunitensi. Non esiteremo a difendere le nostre forze, l’economia globale e il libero flusso del commercio legittimo in una delle vie d’acqua vitali del mondo”, ha concluso il Segretario alla Difesa.

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foto Elizabeth Kearns Defense.gov